Scuola, un abruzzese fabbricherà i banchi

Parla Salvatorelli (Vasto) tra i vincitori della maxi fornitura
VASTO. La corsa contro il tempo per produrre due milioni e mezzo tra banchi e sedie da destinare alle scuole italiane coinvolge anche Vastarredo e almeno altre sei aziende abruzzesi a essa collegate. La gara europea dell’appalto più discusso dell’anno si è chiusa e il commissario nominato a gestire l’emergenza scolastica, Domenico Arcuri, ha dichiarato 11 vincitori dei 14 che avevano presentato l’offerta. Tre raggruppamenti sono rimasti fuori: avevano presentato proposte al di sotto del lotto minimo richiesto (200.000 pezzi).
GLI ARREDI ABRUZZESI. C’è invece Vastarredo, che a sua volta fa parte del più grande raggruppamento di imprese italiane specializzate nella realizzazione di arredi didattici. Fabbrica che vanta una lunga storia. Negli anni Cinquanta, Vastarredo, grazie alla visione imprenditoriale del fondatore Remo Salvatorelli, è stata una delle prime imprese italiane a realizzare mobili per la scuola. Da attività artigianale, in località Punta Penna di Vasto, si è quindi trasformata in realtà industriale. Oggi è diventata leader di riferimento nell’evoluzione dell’arredo scolastico “made in Italy”. La società ha un altro stabilimento in Polonia.
QUALI ACCORDI. Messe da parte settimane di aspre polemiche e rinvii, le aziende devono portare in classe «dall’8 settembre e fino a tutto ottobre» 2.013.656 banchi e 435.118 sedute innovative, i banchi-sedie con rotelle.
Le offerte pervenute, pari a 2,6 milioni, superano la stessa richiesta. Il commissario ha dovuto allungare i tempi di consegna, che superano di un mese e mezzo l’inizio dell’anno scolastico (fissato per lunedì 14 settembre).
I banchi da produrre dovranno essere monoposto e andranno a sostituire i biposto che nelle aule non riescono a garantire l’adeguato distanziamento tra alunni. Si stima che gli arredi per un uso didattico multifunzionale costeranno circa 300 euro l’uno, ma la cifra finale ancora non si conosce.
PARLA SALVATORELLI. «Tutte le procedure sono in fase di definizione, ma noi siamo pronti perché disponiamo delle necessarie capacità per poterlo fare», spiega Emidio Salvatorelli, presidente di Vastarredo. «È tutto in fase di definizione e la settimana prossima avremo forse un incontro e i primi numeri da definire», aggiunge Salvatorelli, «ovviamente in base alle decisioni adottate dal commissario straordinario. Si tratta di realizzare banchi e sedie monoposto con una larghezza tra 60 e 70 centimetri. Le rotelle? Si possono mettere, insieme ai ganci porta cartelle, ma anche questi sono dettagli da definire. Così come va definito il discorso della logistica. Presumibilmente andremo a fornire banchi nel centro Italia, mentre altre aziende si occuperanno delle restanti aree del Paese. Con la nostra Ati riusciamo ad assicurare già l’80% della produzione nazionale. Ovviamente qui si tratta di un discorso diverso perché ci sono altre tempistiche. Noi già siamo in grado di produrre fino a 4mila pezzi al giorno. Sfrutteremo il territorio regionale e affideremo lavori a ditte a noi collegate: due, tre sono state già coinvolte, altrettante lo saranno. Lavorerà un sacco di gente perché parliamo di un’operazione da venti, trenta milioni di euro».
GLI INTERROGATIVI. Il primo riguarda i collaudi degli arredi, l’altro le modalità di smaltimento dei banchi sostituiti. Su quest’ultimo punto si dovrebbe arrivare a un accordo con Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) e Unione province d’Italia per modalità ordinarie di smaltimento. Il tema dei collaudi va chiarito dal commissario Arcuri.
PERCHÉ I RITARDI. Il bando è stato rivisto diverse volte. A gara aperta si è deciso di dimezzare il volume di banchi e sedute richiesti come requisito per partecipare. Inizialmente bisognava aver venduto 400.000 banchi sul territorio nazionale negli ultimi tre anni, poi, quando il commissario Arcuri si è accorto che il limite era troppo alto, l’asticella è scesa a 200.000. Sull’appalto ci sono state critiche. Francesco Sirianni, responsabile commerciale della Sirianni sas, società calabrese che alla vigilia della gara si è consorziata con i più grandi gruppi italiani (Mobilferro e Vastarredo) per garantire almeno una quota del richiesto, racconta: «Siamo stati noi produttori a suggerire al governo, a fine aprile, l’utilizzo del banco singolo, ma la questione è diventata un atto di governo solo due mesi dopo. Da lì, è partita la corsa senza fiato a cui stiamo assistendo».
LEZIONI IN SICUREZZA. «L’approvvigionamento di banchi monoposto è parte di un più ampio programma» ricorda l’ufficio del commissario Arcuri «finalizzato a supportare l’apertura in sicurezza delle scuole». Prima di mettere piede in classe si provvederà infatti allo screening preventivo tramite 2 milioni di test sierologici volontari e gratuiti per insegnanti e personale non docente di tutte le scuole, alla distribuzione gratuita di 11 milioni di mascherine chirurgiche e di almeno 50.000 litri di gel igienizzante al giorno.

