Scuole accorpate in periferia, il Pd dice no

L’opposizione contesta l’unione degli istituti comprensivi 1 e 7: «Le zone a rischio perdono servizi, basta»
PESCARA. «L’accorpamento degli istituti comprensivi 1 e 7 di Pescara con soppressione di una dirigenza toglie un presidio importante nella lotta al degrado». A dirlo sono i consiglieri di centrosinistra al Comune di Pescara di fronte al piano di dimensionamento 2024/2025 della rete scolastica, approvato dalla giunta regionale e che riguarda l’accorpamento di sette istituti in tutto l’Abruzzo. Le critiche dei consiglieri Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti e Marinella Sclocco arrivano per il Pescara 1, che ha sede tra San Donato e Rancitelli, con i plessi della scuola media Foscolo in via Einaudi, della primaria Rodari e della scuola dell'infanzia Hans Christian Andersen in via Salara Vecchia, della primaria don Lorenzo Milani e dell’infanzia in via Sacco, la primaria Iqbal Masih e la materna Fontanelle in via delle Casette. L’istituto che vede la dirigente Teresa Ascione prossima alla pensione, passerà sotto la dirigenza di Rossella Di Donato, del comprensivo 7 che riunisce le scuole dell’infanzia Colle Pineta e Rione San Donato, le scuole primarie 11 febbraio ’44 e Raffaele Laporta e la secondaria di I grado Antonelli, tra via Rubicone, via Virgilio e via Colle Pineta. «Parliamo del comprensivo 1 da 516 studenti, con una percentuale di stranieri dell’11,31% e con 43 disabili», spiegano, «che si unirà al comprensivo 7 da 982 alunni, con 49 disabili e il 5,67% di stranieri. Il Pescara 1 si trova in una zona delicata. Si va a sopprimere l’unica dirigenza scolastica rimasta in un quartiere periferico di Pescara, ed è un atto che rischia di essere molto nocivo. La politica scolastica viene fatta per intervenire dove c’è bisogno. La dispersione scolastica e le criticità maggiori sono proprio in quelle zone. Chiederemo di leggere i verbali delle conferenze di servizi convocate dalla Provincia per capire come si è arrivati a questa scelta, quando c’erano tanti altri accorpamenti che potevano essere fatti», affermano.
Il rischio, per il gruppo di opposizione, è che questo atto riduca anche le possibilità di intercettare finanziamenti ministeriali, «come accaduto già per il comprensivo 4, dove la presenza di una scuola del centro ha abbassato la percentuale di criticità delle altre di quartieri più delicati». La domanda che arriva dagli esponenti del centrosinistra, che annunciano la richiesta di un consiglio comunale straordinario, è rivolta al sindaco Carlo Masci e all’assessore Gianni Santilli. «Ci chiediamo se erano al corrente di questa scelta che rischia di avere enormi ricadute sulla città. Se lo sapevano ed hanno condiviso è gravissimo, se invece non ne erano al corrente, protestino con noi affinché si faccia un passo indietro».
Oggi del tema si discuterà nella commissione Controllo e garanzia, convocata da Giampietro che ha invitato a partecipare i sindacati e l’assessore Santilli.

