Scuole accorpate, un caso politico Masci a Quaresimale: va rivalutato

PESCARA. Fiumi di polemiche a Pescara contro l’accorpamento degli istituti comprensivi 7 e 1 con la soppressione della dirigenza di quest’ultimo. Ieri sia il sindaco Carlo Masci che il presidente...
PESCARA. Fiumi di polemiche a Pescara contro l’accorpamento degli istituti comprensivi 7 e 1 con la soppressione della dirigenza di quest’ultimo. Ieri sia il sindaco Carlo Masci che il presidente della Provincia Ottavio De Martinis hanno chiesto con lettere ufficiali un passo indietro alla Regione. Le prime critiche sono arrivate dal gruppo consiliare del centrosinistra in Comune. «Abbiamo richiesto», annuncia Piero Giampietro, «un consiglio comunale straordinario, che veda la partecipazione dei sindacati, dell’assessore alla Regione Piero Quaresimale e del presidente della Provincia Ottavio De Martinis». Apertamente contro la scelta di unificare i due comprensivi, nell’ambito del piano di dimensionamento approvato dalla giunta regionale, anche l’assessore alla Pubblica istruzione Gianni Santilli. «La proposta del Comune era di non toccare nessuna scuola del territorio», spiega l’esponente di giunta «dopo è venuta fuori questa delibera dalla Regione di cui non eravamo a conoscenza». Il sindaco Carlo Masci ha messo nero su bianco il suo disappunto in una lettera indirizzata alla Regione, in cui rimarca come il comprensivo 1 sia «una realtà di frontiera, con un’utenza difficile, ma con docenti di grande competenza professionale. Le operazioni di dimensionamento scolastico vanno attuate con i dovuti tempi e modi, per condividere le decisioni con le comunità e le parti sociali. In ragione di ciò, ritengo necessario istituire un tavolo finalizzato a una rivalutazione delle situazione fattuale», chiude Masci.
Polemica anche dal consigliere regionale Antonio Blasioli, che parla di un provvedimento che «disattende ampiamente le proposte di razionalizzazione emerse dai tavoli provinciali». Il primo aspetto a non convincere è il fatto che la scelta dei «7 istituti sacrificati si è rivelata nettamente sbilanciata a favore della Provincia di Teramo e a sfavore di quella di Pescara. Infatti, la Regione ha deciso di annullare le due soppressioni inizialmente previste per Teramo, malgrado una di queste fosse stata avallata dalla stessa Provincia teramana». Secondo Blasioli, un ruolo di peso in questa vicenda lo avrebbe il presidente della Provincia di Pescara, Ottavio De Martinis, responsabile di aver proposto l’accorpamento dei due comprensivi, «senza peraltro informare il tavolo provinciale, con una nota del 27 dicembre, in virtù del prossimo pensionamento della dirigente dell’I.C. 1». E Blasioli chiede: «Com’è stato possibile procedere in questa direzione se il Comune, competente sulle due scuole, non ha proferito parola né deliberato in merito? Come è stato possibile procedere all’accorpamento di due comprensivi che mai erano stati oggetto di proposte discusse al tavolo provinciale? Questo procedimento rischia di essere viziato da un vizio di forma e di essere quindi impugnabile, il Comune di Pescara e di Penne dovrebbero farlo immediatamente».
Dal canto suo il presidente De Martinis parla di disonestà intellettuale delle opposizioni e accusa l’assessore Quaresimale di sgarbo istituzionale. «Blasioli e il Pd di Pescara hanno omesso di dire che la mia proposta ha scongiurato l’accorpamento della Di Marzio con l’Aterno Manthoné, altro presidio di un quartiere delicato», afferma. «In un primo momento avevamo chiesto il congelamento del dimensionamento sulla provincia di Pescara, anche alla luce del fatto che il nostro territorio già aveva dato in tal senso negli anni. La Regione ha obbligato a procedere comunque con due accorpamenti, motivo per cui ho proposto quale alternativa all’unione dell’Aterno Manthoné con la Di Marzio, che poteva essere molto impattante, quella dei due comprensivi. Scoprire che la provincia di Teramo è stata esonerata dal piano, solo perché l’assessore Quaresimale è teramano, mentre Pescara è stata costretta a portare avanti il dimensionamento, compiendo scelte pesanti e difficili, è uno sgarbo intollerabile, di cui ho voluto informare con una lettera il presidente della Regione Marsilio e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, chiedendo la riformulazione della delibera».

