Scuole, allarme virus. I presidi: «Ragazzi, ora siate responsabili»

3 Ottobre 2020

Casi registrati a Pescara, Avezzano, Castel di Sangro e Silvi a dieci giorni dalla ripresa delle lezioni I dirigenti: «Ai giovani stiamo cercando di far capire come comportarsi bene fuori dai nostri istituti»

Una studentessa di Avezzano, un alunno di Silvi Marina, un professore di Castel di Sagro risultati positivi al Covid-Sars2 mandano in quarantena quattro classi. I provvedimenti sono scattati ieri al Liceo Classico “Alessandro Torlonia” di Avezzano, all’Istituto d’istruzione “Patini Liberatore” di Castel di Sangro e all’Istituto comprensivo “Pascoli” di Silvi. C’è poi un caso sospetto al Liceo “Marconi” di Pescara e anche in questo caso una classe è finita in quarantena. Contagio anche a Scafa. I casi seguono quello della studentessa del Liceo delle Scienze umane di Vasto di qualche giorno fa.
Misure anti-Covid che stanno creando disagi negli istituti, a neanche due settimane dalle riaperture.
Il Centro ha interpellato alcuni presidi abruzzesi per verificare qual è la situazione.
QUI VASTO. E proprio la dirigente scolastica del Liceo vastese, Anna Orsatti, racconta che cosa è accaduto. «In un primo momento c’è stato dispiacere per la ragazza e per la sua famiglia», ricorda, «abbiamo avuto subito il contatto con il dipartimento di prevenzione della Asl, a cui abbiamo inviato i nominativi dei ragazzi, dei docenti e di tutti i coinvolti. Pur essendo domenica, tutti hanno fatto il massimo riuscendo ad avvisare anche i ragazzi che viaggiavano con il bus insieme a lei. Finora i tamponi dei compagni e dei docenti sono stati tutti negativi e questo vuol dire che le misure di sicurezza adottate nella scuola sono state efficaci».
QUI PESCARA. Al Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Pescara i 1.600 studenti seguono le lezioni tre giorni in presenza e tre a distanza. «Non ci sono grandi problematiche perché tutto quello che avevamo preparato sta portando i suoi frutti», afferma il preside Carlo Cappello, «la didattica procede bene, non abbiamo avuto disagi legati all’utilizzo delle mascherine né all’assenza dei banchi monoposto. Già in passato, infatti, li usavamo e per questo non ne abbiamo fatto richiesta». Soddisfatta anche la preside Vincenza Medina che sta ancora aspettando l’arrivo di qualche docente. «L’inizio è andato abbastanza bene», precisa la responsabile dell’Istituto comprensivo Troiano Delfico di Montesilvano, che conta oltre 1.100 ragazzi, «nei primi due giorni i docenti ci segnalavano qualsiasi cosa, anche un mal di pancia o un occhio più spento, poi tutto si è calmato. Ci sono ritardi nella modalità della distribuzione delle mascherine che deve essere rivisto perché non abbiamo abbastanza personale in tutti gli ingressi. Abbiamo avuto qualche problema anche con il personale, a oggi ci mancano tre, quattro docenti che arriveranno a breve. La situazione, seppure nello stato emergenziale, definiamola normale per il momento che stiamo attraversando. Ringraziamo il Comune di Montesilvano che ci ha messo a disposizione dei locali che ci permetteranno di riorganizzare gli spazi».
QUI L’AQUILA. Protocolli applicati e didattica in corso al Liceo Cotugno dell’Aquila dove docenti e personale stanno cercando di spiegare ai ragazzi anche come comportarsi fuori da scuola. «La ripresa delle lezioni è andata bene», spiega la dirigente scolastica Serenella Ottaviano, che si occupa di circa mille ragazzi, «all’interno delle varie sedi del convitto e dei Licei annessi sono stati seguiti tutti i protocolli dell’Istituto superiore della sanità. Convittori, studentesse e studenti sono stati felici di tornare. Abbiamo gestito secondo la norma anche le situazioni di sorveglianza. Ora stiamo trasmettendo, a scuola, come comportarsi al meglio fuori la scuola».
QUI AVEZZANO. Il dirigente scolastico dell’Istituto industriale Majorana di Avezzano, che conta circa mille studenti, non lamenta disagi. «Non abbiamo avuto problemi, soprattutto grazie al fatto che la struttura è molto grande e ha diversi ingressi», ricorda Piero Buzzelli, «abbiamo utilizzato aule che non erano utilizzate e ci abbiamo messo i ragazzi. Abbiamo anche degli spazi all’aperto che stiamo impiegando per altri tipi di iniziate. Ci siamo allenati con gli esami di maturità e con i corsi di recupero per la consegna delle mascherine e anche per i distanziamenti che tutti stanno rispettando. Importante è stata soprattutto la preparazione dei docenti e del personale Ata che abbiamo formato per far sì che i protocolli vengano rispettati alla perfezione».
QUI CHIETI. Per Paola Di Renzo, dirigente scolastica dei Licei Classico, Artistico, Europeo e Coreutico di Chieti, che contano complessivamente 1.200 studenti, servirebbe una maggiore armonizzazione tra i vari attori della ripresa della scuola per fare in modo che tutto funzioni alla perfezione. «Sta procedendo tutto bene, per il momento», dichiara la preside, «è tutto sotto controllo, con protocolli e procedure applicate. Abbiamo approvato già il piano per la didattica integrata nel caso dovesse succedere qualcosa. Ma notiamo che manca una certa armonizzazione tra scuola, medici di famiglia e istituzioni. Abbiamo partecipato nei giorni scorsi a un incontro con la Asl molto deludente perché ci sono stati letti documenti che già conosciamo bene; forse servirebbe una maggiore informazione ai medici di famiglia da parte delle istituzioni preposte».
QUI LANCIANO. «Il ritorno in classe per noi è stato più che positivo», evidenzia Mario Gaeta, preside dirigente dell’Istituto comprensivo D’Annunzio di Lanciano-Chieti che accoglie mille ragazzi, «tutti i passaggi necessari sono stati tenuti sotto controllo e c’è stata fin da subito un’attenta partecipazione da parte del personale scolastico, docente e non docente. I ragazzi si stanno comportando molto bene. Credo che se tutte le persone coinvolte nella vita scolastica, dai docenti, al personale Ata, fino alle famiglie, si comportino correttamente supereremo questo difficile momento».
QUI TERAMO. Sono 1.100 gli studenti del Liceo scientifico Einstein e dell’istituto d’istruzione Pascal di Teramo rientrati regolarmente in classe. A loro la dirigente Clara Moschella, ha chiesto responsabilità per far sì che non ci siano difficoltà durante lo svolgimento delle lezioni. «Tutto ha funzionato, anche se questo non ci induce a rilassarci», chiarisce la dirigente, «ma anzi ci spinge a migliorarci ascoltando tutti gli attori sociali, nella piena consapevolezza che sono mutate le forme di socializzazione».
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