Secondo morto in regione In un giorno 54 nuovi casi

La vittima è di Sulmona, tra i contagiati anche un bimbo di 3 anni di un paesino del Chietino Abbiamo fatto il confronto con le settimane precedenti: l’aumento (più 170 positivi) è netto
PESCARA. Brusco balzo in avanti dei contagi in Abruzzo: 54 i nuovi casi accertati in un solo giorno. Non accadeva da quasi cinque mesi. Per vedere numeri tanto elevati, infatti, bisogna tornare indietro alla seconda metà di aprile, nel pieno dell'emergenza, quando l'Italia era in lockdown. I contagi riguardano tutte e quattro le province, dall'area metropolitana alle aree interne, dalle località costiere ai paesini di montagna. E c'è anche una nuova vittima - un 87enne di Sulmona - la seconda in pochi giorni dopo una tregua andata avanti un mese e mezzo. Gli addetti ai lavori rilanciano gli appelli alla prudenza, perché ora più che mai è necessario rispettare le misure di prevenzione.
CASI OVUNQUE. Dei nuovi casi, 18 fanno riferimento alla provincia di Chieti, 16 a quella di Pescara, 12 all'Aquilano e otto al Teramano. Nel Chietino si registrano, tra l'altro, quattro casi a Fossacesia e tre a Torino di Sangro, territori contigui, altri tre a Chieti e due a Francavilla al Mare. Per quanto riguarda il Pescarese, cinque i nuovi casi nel capoluogo adriatico, tre a Nocciano, due a Montesilvano. Dopo i tre di giovedì, c'è un nuovo caso anche a Rosciano: si tratta dei dipendenti di un'azienda del posto operante nel settore alimentare, dove nei giorni scorsi era stata accertata la positività di un operatore residente in un altro comune. I responsabili della ditta hanno deciso di interrompere il ciclo produttivo già da venerdì scorso, mentre tutto il personale è stato posto in isolamento domiciliare e sottoposto a tampone.
Decine i test eseguiti, di cui si attende il risultato. Si tratta comunque di una situazione che non desta particolare preoccupazione, in quanto i soggetti risultati positivi erano già tutti in quarantena. Nell'Aquilano ci sono cinque nuovi casi a Sulmona, tra cui il paziente più anziano della giornata, un 83enne, due a Scanno, due a Celano e due a Pettorano sul Gizio.
CONTAGI NEI PAESINI. Se tra marzo, aprile e maggio l'epidemia, a parte alcuni casi circoscritti, sembrava riguardare principalmente la fascia costiera e l'area metropolitana, la nuova ondata di contagi riguarda tutto l'Abruzzo e non risparmia le piccole località e i paesini di montagna.
Sei dei casi registrati nelle ultime ore, ad esempio, sono a Montenerodomo, paese a 1.165 metri sul livello del mare, popolato da 650 anime. Lì si registra anche il paziente più giovane tra i nuovi contagiati: ha appena tre anni. Decine, nonostante il bassissimo numero di abitanti, le persone in quarantena.
IL CONFRONTO SETTIMANALE. Anche dal confronto settimanale dei dati (vedi la tabella) emerge quanto la situazione stia peggiorando.
Nel periodo compreso tra il 5 e l'11 settembre i nuovi casi erano stati 114, mentre in quello dal 12 a ieri ne sono stati ben 170. Se nei giorni e nelle settimane scorse a preoccupare era soprattutto l'Aquilano, in particolare per il focolaio della Valle Peligna, il maggior numero di contagi ora fa riferimento alla provincia di Pescara: 55 i nuovi casi accertati negli ultimi sei giorni. Seguono il Chietino, con 45 casi, la provincia dell'Aquila (35) e il Teramano (33). Solo nell'Aquilano il dato è in discesa, mentre nelle altre tre province è in crescita.
ATTUALMENTE POSITIVI. Giorno dopo giorno cresce in modo significativo il numero delle persone attualmente malate. In 24 ore sono 47 in più, per un totale di 626.
Aumentano i pazienti ricoverati in ospedale in terapia non intensiva, che sono 48, cioè tre in più di giovedì, mentre resta fermo a cinque il numero delle persone intubate. Tutti gli altri pazienti - 626 persone, 48 in più - sono in isolamento domiciliare.
Crescono, ma di poco, i guariti: sei in più, per un totale di 2.984. Con la morte di Tommaso Ventresca, l'anziano di Sulmona ricoverato all’Aquila, il bilancio delle vittime arriva a 474. Il decesso di ieri fa seguito a quello di un 76enne di Castiglione Messer Raimondo, morto lunedì.
AUMENTANO I RICOVERI. Con l'aumento dei casi cresce il numero dei ricoverati. Questa settimana in Abruzzo è finito in ospedale il 7,78% dei positivi, contro il 6,88% dei sette giorni precedenti. Dopo un'estate caratterizzata da molti contagi tra i giovanissimi, le rilevazioni dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) evidenziano che, in Italia e anche in Abruzzo, si registra un significativo aumento dell'età media dei malati, ora a 41 anni, con tutte le conseguenze che ci possono essere, in termini di evoluzione negativa del quadro clinico, su soggetti più fragili.
Di fatto sta accadendo che, sempre di più, il virus si trasmetta dai figli e nipoti ai genitori e ai nonni. Ieri è stato diffuso anche il report relativo al Monitoraggio settimanale di Iss e Ministero della Salute: l'indice Rt, ovvero il tasso di contagiosità dopo l'applicazione delle misure finalizzate a contenere il diffondersi della malattia, in Abruzzo è pari a 0,86. Un dato lontano da quello della Liguria, 1,32, il più alto d'Italia, ma anche dal più basso, cioè quello del Lazio (0,54). E in ospedale, con il Covid-19, in forma sintomatica, con febbre, tosse, spossatezza e perdita dell'olfatto, è finito anche il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo (vedi articolo in basse). PRUDENZA. All'origine della maggior parte dei focolai abruzzesi ci sono eventi conviviali: ne sono esempio il compleanno di Sulmona che ha poi generato un altissimo numero di contagi o la festa in un ristorante di Teramo da cui, nei giorni scorsi, sono partiti almeno dieci casi. Alla luce dei numeri più recenti, gli esperti della task force della Regione rilanciano gli appelli alla responsabilità, sottolineando che «ora più che mai bisogna rispettare le misure di prevenzione». Se il caldo è nemico del coronavirus, con l'autunno in arrivo e la riapertura delle scuole si rischia una diffusione ancora più ampia della malattia. Proprio per questo è necessario tenere basso adesso il numero dei nuovi positivi, perché si rischia che in inverno ci siano molti casi e più gravi.

