Sede Regione nell’area di risulta, Costantini: «Non lo permetterò» I lavori di bonifica in partenza, il candidato del centrosinistra contro Masci: i pescaresi vogliono il parco No agli uffici in centro: così ci sarebbero più traffico e smog, c’è bisogno di verde e non di altro cemento

4 Marzo 2024

PESCARA. «Il palazzo della Regione non sarà realizzato all’interno dell’area di risulta. Masci può togliersi dalla testa l’idea di realizzare un’ulteriore colata di cemento nel pieno centro di...

PESCARA. «Il palazzo della Regione non sarà realizzato all’interno dell’area di risulta. Masci può togliersi dalla testa l’idea di realizzare un’ulteriore colata di cemento nel pieno centro di Pescara». Lo afferma Carlo Costantini, consigliere comunale di Azione e candidato sindaco del centrosinistra. «L’area di risulta», assicura Costantini, «sarà interamente dedicata al parco centrale di Pescara». Mentre il sindaco Carlo Masci di Forza Italia festeggia la partenza dei lavori di bonifica, che dureranno 4 mesi, il primo passo per costruire poi la sede della Regione, la riqualificazione dei 13 ettari nel cuore di Pescara resta al centro della polemica politica. E il futuro dell’area di risulta è già il tema ricorrente della campagna elettorale che si concluderà il 9 giugno, giorno delle elezioni comunali.
Costantini pensa a «uno spazio verde, sorvegliato, sicuro e dedicato allo sport e al tempo libero dei pescaresi. E se una struttura sarà realizzata», dice, «questa non sarà di certo il palazzo della Regione. La Regione chiude il venerdì e riapre il lunedì successivo e, durante la settimana, l’unica cosa che assicura è l’afflusso di altre migliaia di automobili al giorno nel pieno centro della città e, di conseguenza, una ulteriore e impressionante produzione di co2. Tutto questo», sottolinea il candidato, «in una città che ha un bisogno drammatico di tornare a respirare e che deve coltivare non certo l’ambizione di consumare altro suolo con il cemento, ma quella di diventare un modello in termini di contributo alla riduzione delle emissioni di co2, grazie ai duemila-tremila alberi che pianteremo che, oltre ad assorbire co2, emetteranno ossigeno e contribuiranno a ridurre la temperatura rispetto alla parte di città cementificata».
Il progetto di Masci prevede, oltre alla sede della Regione, un parco di 67mila metri quadrati e un parcheggio multipiano a silos. Queste le parole usate dal sindaco per annunciare l’avvio dei primi lavori: «Sono felice, da pescarese, di aver avviato un intervento tutto pubblico in quell’area, grazia al cospicuo finanziamento regionale, e cancellato definitivamente il progetto che avevamo trovato, di una sua totale privatizzazione, con centro commerciale, palazzi residenziali, parcheggi di tutta l’area centrale della città in mano ai privati».
Costantini invece definisce «sbagliata e controproducente anche la dichiarata ed enfatizzata ambizione di Masci di realizzare un palazzo simbolo di tutta la regione. In primo luogo perché Masci ha previsto un costo di costruzione pari a quello stimato per le realizzazioni di edilizia popolare, non certo quello per la realizzazione di un palazzo simbolo di un’intera regione. E poi perché, a differenza di quello che pensa Masci, l’ambizione dei pescaresi non è legata alla realizzazione di altri palazzi, né di simboli fisici o materiali realizzati con il cemento, ma di guardare a quello che accade nelle città europee, nelle quali ormai ogni spazio viene occupato dal verde e non certo dal cemento». Secondo Costantini, «l’ambizione dei pescaresi è quella di tornare a vivere nella città di qualche anno fa. Una città piena di vita, sicura e costantemente in fuga verso il futuro. La città dello sport, frequentata abitualmente e vissuta dai tanti campioni che si sono formati e affermati alle Naiadi, nei palazzetti dello sport e allo stadio in tutte le discipline sportive e che hanno portato il nome di Pescara nel mondo. La città del verde e degli alberi, della musica, dell’arte e della cultura, che ospitava costantemente artisti, musicisti e campioni dello sport di fama mondiale e che anche per questo era diventata la meta abituale di turisti provenienti da tutta Europa».
Costantini lancia lo slogan “Di Nuovo Pescara”: «Esprime esattamente il bisogno dei pescaresi di lasciarsi alle spalle questi anni e di riprendere la loro corsa verso il futuro, come Pescara ha sempre dimostrato di sapere fare». (p.l.)