«Seimila malati a rischio nei Centri anticoagulanti»

L’associazione di volontariato Aipa lancia l’allarme per i laboratori del sangue «L’atto aziendale Asl prevede la riorganizzazione dei servizi: va subito cambiato»
PESCARA. Oltre 6mila pazienti di tutta la provincia in cura nei centri Tao (Trattamento anti coagulanti orali) sarebbero a rischio con la riorganizzazione prevista nell’Atto aziendale della Asl. A sostenerlo è il presidente dell’associazione di volontariato Aipa (Associazione italiana pazienti anticoagulati) Fabio Di Peco.
«L’Atto aziendale del 12 maggio scorso, strumento con il quale la direzione generale della Asl di Pescara intende riorganizzare i servizi dei tre ospedali», scrive in una nota Di Peco, «prevede, tra le varie modifiche riorganizzative, una profonda rivisitazione dell’Unità operativa complessa (Uoc) Laboratorio analisi cliniche, rivisitazione che a noi dell’Aipa certo non può e non dovrebbe interessare se non fosse che nel suddetto documento si parli della soppressione dell’Uosd emocoagulazione e terapia anticoagulante che governa e coordina i centri Tao della Asl di Pescara». «Vorremmo ricordare, se ce ne fosse bisogno», dice il presidente, «che i centri Tao si occupano dei pazienti che, a causa di patologie fortemente invalidanti quali fibrillazione, trombosi venose profonde e sostituzione di valvole cardiache, sono costretti ad assumere anticoagulanti orali. Probabilmente, chi ha pensato questa riorganizzazione non tiene conto di un piccolo particolare. Stiamo parlando della somministrazione di una terapia salvavita. Ci siamo presi la briga di chiedere qualche numero, numeri che di certo sono conosciuti dalla direzione dell’Azienda, e abbiamo scoperto che nei tre ambulatori di Pescara, Popoli e Penne sono state eseguite circa 70.000 visite nel corso del 2016». «Pertanto, l’Aipa», avverte, «non può che contestare decisamente l’anzidetta bozza che, oltre a porre in serio pericolo la salute di oltre 6.000 pazienti della provincia di Pescara, azzera un servizio essenziale ed efficiente come quello erogato quotidianamente dai centri Tao, i quali, tra l’altro, somministrano i nuovi anticoagulanti, fanno fronte ad ogni emergenza e prestano consulenza nei reparti».
Da qui la critica. «Le stesse strategie aziendali depongono per un disinteresse totale per i centri», osserva Di Peco, «basti pensare che il centro Tao, di Popoli, dove afferiscono oltre 300 pazienti, è retto da un solo medico, che con grande difficoltà e spirito di abnegazione porta avanti il suo operato. Il centro di Pescara, invece, che di pazienti ne vede molti di più (200-250 al giorno), dopo la nomina del dottor Di Iorio a primario, è rimasto con un unico medico». «Disinteresse», aggiunge, «che contrasta anche con la capillare ed eccellente organizzazione del servizio a costo zero che negli anni si è consolidata attraverso la rete dei centri Tao territoriali. Da ultimo, ma non per questo meno importante, si evidenzia e rileva che la bozza si discosta palesemente anche dalle linee guida di indirizzo della delibera numero 869, del 27 agosto 2007 che dedica un intero paragrafo alla terapia anticoagulante e al relativo servizio esaltando, da un lato, il significativo ed importante aumento della qualità dei Centri prelievi, per effetto dei quali si sono avute notevoli riduzione dei ricoveri per complicanze tromboemboliche ed emorragiche e il miglioramento della qualità di vita del paziente con terapia cronica e, dall’altro, si stabilisce di implementare i livelli di organizzazione nelle strutture ospedaliere e territoriali». «Pertanto», conclude Di Peco, «urge un incontro con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e con l’assessore alla sanità ai quali faremo presente che ci batteremo con tutte le forze ed in ogni sede opportuna affinché l’atto venga rivisto e corretto». (c.pe.)
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