Selfie e sorrisi: i clienti ritrovano il gusto di mangiare nei locali

8 Gennaio 2021

Toccaferro (via Firenze): «Siamo rimasti contenti di vedere tanta gente, c’è voglia di normalità» Movimento in centro, molto meno a Pescara Vecchia. E qualche operatore ha scelto di non aprire

PESCARA. Un pranzo, uno spuntino, un aperitivo o anche solo un calice di vino in compagnia, con gli amici o i colleghi. Il "giallo rafforzato" entrato in vigore ieri (e valido fino a oggi) ha permesso a bar e ristoranti di aprire le porte ai clienti, per le consumazioni al bancone o al tavolo (fino alle 18), ed è stato un ritorno alla normalità o quasi normalità dal sapore gradevolissimo. Alcuni hanno deciso comunque di non lavorare, di restare chiusi, mentre ad altri le cose non sono andate nel migliore dei modi, probabilmente, dal punto di vista degli affari.
VOGLIA DI USCIRE «Una buona ripresa», ha commentato Francesca Terra dal ristorante Oriente, sul lungomare nord. «Siamo pieni», ha detto con entusiasmo a pranzo, «la gente ha voglia di uscire e nonostante il timore per il virus c'è stata una risposta positiva, non vedevano l'ora di tornare» e accomodarsi nell'ampia sala fronte mare. «La nostra speranza è che lunedì non si faccia un passo indietro, come colore, anche perché non è stato un periodo semplice, per la mancanza di ristori e per la mancata erogazione della disoccupazione», che tarda ad arrivare.
Certo, aprire il locale ai clienti solo per due pranzi è un pannicello caldo: «È davvero poco» e il peso della penalizzazione rispetto ad altre attività rimaste aperte si sente eccome.
CACCIA ALLA NORMALITÀ E' stata una giornata con il segno più anche per Fattoria Toccaferro, all'angolo tra via Firenze e via Trento. «Siamo rimasti molto contenti di vedere di nuovo il locale pieno e abbiamo accolto con grande piacere i clienti che ci hanno scelto, come sempre», hanno commentato ieri dal locale. «È positivo vedere che le persone sono attente ma non spaventate e vogliono continuare a vivere nella normalità, quella che manca un po’ a tutti. Per quanto ci riguarda prestiamo molta attenzione a tutte le normative anti-Covid, per far sentire sereni e tranquilli coloro che frequentano il nostro locale. E in questo in modo abbiamo la possibilità di riempire il ristorante-pizzeria di emozioni, come è accaduto in occasione di questa ripresa», ieri.
Sempre in centro, nella zona della movida, sono ricomparsi i tavolini in strada e di movimento ce n'era. In via De Cesaris, Giuseppe Zolfo (il locale porta il suo nome, "Zolfo") era «molto contento perché molti amici sono venuti a trovarmi: sono clienti fidelizzati», un po' il frutto di nove anni di attività. «Hanno approfittato del “giallo” per bere qualcosa in compagnia, all'aperto, e mi hanno supportato. Da parte mia, nessuna paura della zona gialla, se può ridurre i contagi», ha detto ancora.
VIVERE ALLA GIORNATA Per i prossimi giorni, partendo dal presupposto che «si vive alla giornata», nell'incertezza del colore deciso dalle istituzioni e quindi delle limitazioni da rispettare, «voglio essere presente e attivo, per cui aprirò: questa è un'attività di wine bar e champagneria, la nostra mission è la mescita, ma ci sarò per chi vuole venire a prendere una bottiglia di vino o champagne e ci sono stato sia nella fase arancione sia in quella rossa, lavorando come era consentito, facendo molto delivery, cioè consegne a casa, e anche enoteca. Insomma, un lavoro diverso», aggiunge con un approccio positivo. Anche i clienti si sono adeguati, di volta in volta, «cambiando le proprie abitudini», per l'orario, e durante la pandemia ci si è adeguati perfino a servire «nei bicchieri di plastica, ma non è il nostro core business».
PESCARA VECCHIA Nella zona di Pescara Vecchia, il movimento era decisamente inferiore al centro: alcuni locali hanno riaperto i battenti e anche lì i clienti sono tornati a sedersi ai tavoli. Ciò che un tempo sembrava normalissimo ora appare quasi un'esperienza, tant'è che ieri al bar Mixer, in via Conte di Ruvo, qualche cliente «si è anche fatto un selfie», racconta Alessandro Agostinone da dietro al bancone. «C'era grande attesa per questa giornata: noi abbiamo rifornito il locale e i nostri clienti ci hanno premiato, anche se l'attività di bar stenta ancora. E' stato molto positivo l'aperitivo e al ristorante abbiamo servito un bel po' di pasti, sia all'interno sia per l'asporto. I clienti sono tutti eccitati per la riapertura, c'è il desiderio di mangiare e bere bene. E io vorrei tornare a fare mio lavoro, a parlare con i clienti: qui trascorriamo 12-13 ore al giorno, queste persone sono i nostri amici, ormai da trent'anni».
Difficile dire che cosa accadrà, ma «bisogna essere positivi. La preoccupazione per la situazione sanitaria c'è, nessuno rimane indifferente di fronte al virus, ma speriamo che torni tutto come prima. Poi, arriverà anche il momento di contare i danni, perché qualche ferita ci sarà», sul fronte economico.