Sempre più famiglie non possono pagare la mensa ai figli

10 Febbraio 2017

È di circa 50mila euro il mancato incasso del Comune per i refettori scolastici ma il M5s vuole vederci chiaro

MONTESILVANO. Circa 50 mila euro. È l’importo complessivo delle morosità relative al servizio mensa, nel periodo compreso tra ottobre 2015 e dicembre 2016, pari a circa l'11% delle entrate previste. Cifra importante che, se da un lato, fotografa un elevato numero di famiglie che pur non avendo pagato i pasti dei propri bambini hanno comunque usufruito del servizio a spese della collettività, dall’altra, evidenzia le difficoltà economiche di numerosi cittadini.

Emergenza già affiorata ieri, dai dati forniti dal Comune in merito alla situazione sociale di Montesilvano, che raccontano di 1.500 famiglie che nel corso dell’ultimo anno hanno dovuto chiedere aiuto al Comune per l’acquisto di cibo e vestiario, per trovare un lavoro oppure per ottenere una casa popolare. A questi numeri, oggi, si aggiungono quelli dei morosi per il servizio di refezione scolastica, che parlano di 50 mila euro di pasti non pagati. A mettere in luce il dato, contenuto in una determina dirigenziale, è il Movimento 5 Stelle che solleva però dei dubbi sulla reale necessità delle famiglie e, soprattutto, sull’attività di riscossione attuata dal Comune.

«Sicuramente, siamo in presenza di alcune famiglie che non riescono a pagare il dovuto a causa di ristrettezze economiche difficili da fronteggiare», commentano. «Ma siamo sicuri che non ci sia anche qualche “furbetto della mensa”? Noi pensiamo che i genitori che pagano regolarmente le rette, tra mille sacrifici, vadano tutelati. Naturalmente, non è concepibile lasciare i bimbi senza pasto a scuola. Ma cosa sta facendo l'amministrazione comunale per sanare questa situazione?». I Cinque stelle ricordano che, nell’aprile scorso, la giunta Maragno annunciò l'avvio delle verifiche e dei solleciti nei confronti dei morosi, per un importo complessivo di 30mila euro. Dopo meno di un anno, quella cifra è quasi raddoppiata. «Dunque le azioni di recupero non sono state apportate?», si chiedono i consiglieri del M5s, «oppure non sono state efficaci? Come è stato possibile accumulare una cifra simile con un sistema prepagato?». Dallo scorso anno, il servizio di refezione si basa su un sistema informatizzato e prepagato che consente ai genitori di ricaricare la carta abbinata al proprio figlio, che viene scalata a ogni pasto. Per far luce su questa situazione, il Movimento 5 Stelle annuncia un’interrogazione per il prossimo Consiglio comunale. «Vogliamo sapere a quali fasce di reddito appartengono i morosi; cosa ha fatto e sta facendo realmente l'amministrazione comunale per recuperare il credito; quanto è stato recuperato finora; se il personale destinato a questa importante operazione sia sufficiente e se esistano altri crediti relativi a periodi precedenti al 2016».

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