Senegalesi in marcia per chiedere la casa

20 Luglio 2017

La comunità sgomberata da via Ariosto: «Vogliamo pagare l’affitto, ma nessuno è disposto a darci un appartamento»

MONTESILVANO. Una manifestazione pacifica ma determinata, per chiedere il rispetto dei diritti come cittadini di Montesilvano. Con questo obiettivo la comunità senegalese, sgomberata lo scorso maggio dalle palazzine di via Ariosto e da allora costretta a vivere alla giornata, dormendo in casa di conoscenti o sulla spiaggia, ha promosso per domani una marcia della solidarietà. L’iniziativa è stata presentata ieri dal presidente del comitato di via Ariosto, Samba Mbengue, Samb Baba e Luigi Iasci del sindacato Usb Abruzzo, e Corrado Di Sante di Rifondazione comunista.
La manifestazione partirà alle 10 dal pontile di via Finlandia, che da settimane rappresentata l’unico “tetto” per una ventina di senegalesi, e si snoderà fino al Comune in piazza Diaz. L’iniziativa arriva a pochi giorni dall’ultimo grido di allarme lanciato dagli sfollati per chiedere all’amministrazione comunale un aiuto per trovare una ventina di appartamenti in grado di accogliere 80 ex inquilini delle palazzine. Attualmente, infatti, il problema della comunità è che nessun proprietario di casa è disposto a dare loro in affitto una casa, nonostante la maggior parte dei senegalesi sia in regola con i documenti, risieda a Montesilvano da quasi venti anni e abbia sempre pagato regolarmente affitto, bollette e tasse.
Per questa ragione la comunità, appoggiata da Rifondazione comunista e dal sindacato Usb, aveva chiesto al primo cittadino Francesco Maragno di farsi da tramite con i proprietari di casa o agenzie immobiliari. «Da allora però non abbiamo più avuto notizie», riferisce Mbengue. «È come se per l’amministrazione il problema sia chiuso».
Così i senegalesi hanno deciso di promuovere questa manifestazione, alla quale sono invitati tutti i cittadini, «per denunciare l’abbandono da parte di chi ci governa», spiega Samb Baba, «e ribadire l’importanza del diritto alla casa e alla cittadinanza. È evidente che la comunità senegalese non rientra negli interessi del territorio pescarese», prosegue, «la non-gestione di questi problemi porta alle classiche guerre tra poveri, come dimostrato dalle ronde scandalose sulla spiaggia pescarese e montesilvanese». I rappresentanti della comunità senegalese ribadiscono che non sono in cerca di misure assistenzialistiche. «I residenti di via Ariosto», garantiscono, «non chiedono una casa popolare, una casa parcheggio o particolari agevolazioni, ma la possibilità di affittare casa a prezzi di mercato. La criminalizzazione indiscriminata dei residenti di via Ariosto ha fatto sì che i proprietari e le agenzie immobiliari non concedano loro le case in affitto. Per questo da tempo si è chiesta la mediazione dell’amministrazione comunale. È imbarazzante che non si trovino 20 case per 80 persone con il patrimonio immobiliare privato che Montesilvano ha a disposizione».
Di Sante evidenzia come «è necessario che le istituzioni abbiamo un ruolo attivo dal momento che il libero mercato non dà, per sua natura, risposte ai problemi sociali». Gli ex inquilini di via Ariosto chiedono un diretto interessamento della Regione. «Dal momento che il Comune se ne lava le mani e dimostra incapacità amministrativa», commenta Iasci dell’Usb, «chiediamo all’assessore regionale Marinella Sclocco di farsi portavoce di questa istanza per restituire dignità a queste persone».
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