Senzatetto tra 30 e 49 anni quasi la metà rifiuta aiuti
Ecco come gli operatori delle associazioni di volontari raccontano i senzatetto «Ci chiedono cibo e docce, ma non possiamo vietargli di dormire sulle panchine»
PESCARA. Sono per lo più uomini tra i 30 e i 49 anni le persone che attualmente vivono sulle strade pescaresi. Lo racconta il report realizzato dalle unità di strada a cui si è rivolto l’assessorato comunale al Sociale, quelle di Caritas e “On the road” che da anni, con i loro volontari, vanno in giro a parlare con le persone senza fissa dimora per capirne disagi e bisogni e tentare di aiutarli.
La foto che ne viene fuori in questi mesi racconta di un venti per cento costituito da italiani, il 5 per cento da magrebini e la stragrande maggioranza, il 70 per cento, da romeni a cui si aggiunge un restante cinque per cento di varia provenienza. Il report, che ha preso il via ad agosto, racconta però anche l’altra faccia del disagio, quella di persone, quasi la metà dei cento individuati, che rifiutano aiuti. Spiega Luigina Tartaglia della Fondazione Caritas: «Spesso chi vive in strada rifiuta di essere accolta in strutture come il dormitorio, sia per problemi di dipendenza e relazionali sia perché, essendoci una rotazione necessaria per dare la possibilità a molti di usufruire di questa opportunità, non sempre è possibile rispondere alla richiesta di ospitare interi nuclei familiari nello stesso tempo».
Dei cento senza fissa dimora avvicinati dai volontari, 55 sono invece stati accompagnati al centro diurno Train de vie della stazione gestito dall’associazione “On the road”. E proprio al centro polifunzionale della stazione la maggior parte, pari al 68, 4 per cento, ha chiesto di poter usufruire dei servizi, vale a dire colazione, docce e igiene personale, ricariche per telefonini, lavanderia, telefono o semplici indicazioni stradali. Poco meno di un terzo, il 29,4 per cento ha invece chiesto viveri, indumenti e biglietti di viaggio mentre il 13,8 per cento ha avuto ascolto e accompagnamento ai servizi del territorio. Solo una piccola fetta, il 10 per cento ha chiesto assistenza sanitaria mentre al 2 per cento è stata data assistenza burocratica tra permessi di soggiorno, servizi consolari e documenti di identità. Un’attività importante, questa del centro polifunzionale che però, come ricorda il responsabile Antonello Salvatore, «è una struttura diurna e come tale non può evitare che questi cittadini scelgano liberamente di dimorare su alcune panchine o luoghi pubblici della città, oppure in stabili abbandonati di proprietà privata dove è molto difficile intervenire».
Un lavoro complesso a cui si affiancato un’altra emergenza connessa al degrado urbano e sociale, quella della prostituzione. Un tema di cui la stessa On the road si occupa da anni. Solo dall’inizio del 201 sono state 300 le persone avvicinate: il 53 per cento a Pescara, il 31 per cento a Montesilvano, l’8per cento a Francavilla, e il 4 per cento a Silvi e a Città Sant’Angelo. Ma anche da questo punto di vista, un apporto importante, soprattutto dai vari comitati cittadini che stanno sorgendo, è atteso dalle forze dell’ordine.(s.d.l.)
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