Sequestrate le reti da pesca dei bracconieri nel fiume Tavo

19 Agosto 2020

COLLECORVINO. Avevano posizionato delle reti da pesca in maniera abusiva lungo il fiume Tavo, ma l’attrezzatura è stata scovata dai volontari dell’associazione Nuovo Saline di Montesilvano e...

COLLECORVINO. Avevano posizionato delle reti da pesca in maniera abusiva lungo il fiume Tavo, ma l’attrezzatura è stata scovata dai volontari dell’associazione Nuovo Saline di Montesilvano e sequestrata dai carabinieri forestali. E’ quanto accaduto a Congiunti, dove è stata portata a termine con successo un’operazione anti-bracconaggio che rischiava di veder capitolare molti più pesci di quanti non siano rimasti intrappolati nelle maglie della rete illegale. Durante un’attività di monitoraggio zoologico condotto dai tecnici della Nuovo Saline Onlus nei fiumi del territorio, è stato rinvenuto un sistema di reti illegali che sbarrava in più punti il corso del fiume Tavo in località Congiunti. Seppure quel tratto sia esterno al Sito di interesse regionale (Sir) e quindi la pesca sportiva sia concessa, infatti, quel tipo di attrezzatura non è consentita perché altamente compromettente per la fauna ittica. La rete, della lunghezza complessiva di 25 metri, era posizionata a triangolo con il vertice sulla sponda sud e la base sulla sponda nord.
L'obiettivo dei bracconieri, stando a quanto ipotizzato dall’associazione, erano probabilmente le carpe presenti in quel tratto. La tempestiva scoperta ha consentito di limitare il numero di pesci intrappolati facendo rinvenire solo barbi e cavedani già morti. Avvisata tempestivamente la sala operativa dei carabinieri forestali, una pattuglia giunta sul posto ha provveduto a rimuovere e porre sotto sequestro l'attrezzo da pesca illegale. «Le attività di contrasto al bracconaggio ittico nell'areale padano condotte contro organizzazioni dell'Est Europa», commenta Gianluca Milillo, responsabile staff tecnico ambientale della Nuovo Saline Onlus presente alle operazioni di recupero della rete e che da tempo ha acceso i riflettori sulla pesca illegale lungo i fiumi dell’area Vestina, «hanno diviso in mille rivoli i bracconieri del sodalizio criminale che esplorano nuovi siti da saccheggiare. L'attenzione deve essere alta perché i nostri fiumi, già piagati da inquinamento e deturpazione delle sponde, sono più fragili ospitando una fauna già compromessa». «L'attività di monitoraggio della Nuovo Saline Onlus e l'efficienza delle forze di polizia coinvolte», prosegue, «hanno fermato questa volta quella che poteva essere una strage di pesce, ma l'attenzione sul contrasto al bracconaggio deve rimanere alta, costante e determinata».
Antonella Luccitti