Sequestrato l’ex camping: è abbandonato da 30 anni

La guardia costiera scopre 70 quintali di rifiuti che stavano finendo anche in mare Scatta la denuncia per i proprietari dei terreni. Il sindaco: «Vogliamo la bonifica»
CITTÀ SANT’ANGELO. Settanta quintali di rifiuti abbandonati a pochi passi dalla spiaggia, alcuni dei quali si stavano lentamente disperdendo in mare. È questa la ragione che ha portato al sequestro di un’area privata di oltre 36mila metri quadrati nella zona costiera di Città Sant’Angelo che in passato ospitava un camping. A condurre l’operazione sul sito abbandonato ormai dagli anni ’90 e diventato ricettacolo di rifiuti di ogni genere, è stata la guardia costiera di Montesilvano, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Pescara e con la collaborazione dell’Arta Abruzzo. A seguito di sopralluoghi, nella zona situata in via Torre Costiera, in prossimità della foce del Torrente Piomba e a pochi passi dal mare, le forze dell’ordine hanno trovato cavi di plastica, materiale elettrico vario, carcasse di roulotte abbandonate, elettrodomestici bruciati, ingenti quantità di cemento e asfalto, per un totale di oltre 70 quintali. Il tutto, abbandonato, incustodito e pericolosamente a contatto con aree ambientali sensibili.
Stando a quanto riscontrato dalla Guardia costiera, una parte dei rifiuti si stava anche disperdendo lentamente in mare, con evidenti rischi per la salubrità delle acque di balneazione. L’intervento ha portato anche alla denuncia dei proprietari dei terreni per violazione delle normative in materia ambientale. Sono attualmente in corso le analisi di svariati campioni raccolti in collaborazione con l’Arta, proprio per verificare la qualità degli agenti inquinanti e la possibile presenza di amianto nel sito. Le operazioni di polizia ambientale proseguiranno sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Pescara, con l’obiettivo di individuare eventuali ulteriori responsabilità.
Soddisfazione per l’operazione è stata espressa dal sindaco angolano, Matteo Perazzetti: «È un’operazione che mira all’ulteriore bonifica di una zona importante di Città Sant’Angelo», commenta, «da tempo oggetto di progetti di riqualificazione. Noi abbiamo già previsto, infatti, la riqualificazione del ponte, il ripascimento della spiaggia per un importo di 500mila euro e la rifioritura delle scogliere per 800 mila euro. Ci auguriamo che questa operazione serva da monito ai privati anche in futuro, affinché si impegnino a mantenere il decoro dell’area».
L’ex camping di Città Sant’Angelo, a pochi passi dal mare e sulla sponda opposta del fiume Saline dove sorgono i grandi alberghi di Montesilvano, è stato attivo fino agli anni ’90, attirando migliaia di turisti. Dopo la sua chiusura, però, il sito è rimasto abbandonato ed è diventato un ricettacolo di rifiuti dove resta ancora qualche piccola traccia del divertimento balneare del passato. Tra questi, una piscina coperta ormai di fango, detriti e rifiuti, all’interno della quale spuntano addirittura degli pneumatici. Negli anni, l’area è stata spesso teatro di pericolosi incendi, di cui ben 5 in dieci giorni nell’estate del 2022.
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