Serate musicali, scatta la chiusura della Prora

Bar, ristorante e piscina vietati per una settimana per violazioni dell’anno scorso. Il titolare: danno enorme
PESCARA. Una settimana di chiusura per il locale commerciale annesso allo stabilimento balneare “La Prora” sul lungomare nord. Il provvedimento è stato comminato al titolare della concessione, Lorenzo Iulianetti, per alcune presunte violazioni relative all’intrattenimento musicale effettuato nelle serate della scorsa estate, ma che gli sono state notificate via pec dal Comune soltanto questo venerdì.
Il bar, il ristorante, l’area della piscina e gli spazi con i tavolini all’aperto dove erano state programmate le serate dovranno rimanere interdetti al pubblico fino a giovedì prossimo, mentre potranno essere erogati i servizi in spiaggia. «È un provvedimento assurdo, probabilmente mirato a colpire un’attività nel pieno della stagione estiva, mentre stavamo rialzando la testa dopo un periodo di lockdown così duro». Si sfoga così Iulianetti, raccontando di aver dovuto annullare 12 feste nei prossimi 7 giorni, divise tra pomeriggio e sera. Venerdì sera è saltata una festa di compleanno di una ragazza, che ha dovuto rinunciare alla musica e ripiegare su una torta con gli amici aperta sul lungomare per festeggiare i suoi 18 anni.
«Il Comune ha avuto un anno di tempo per notificarmi questo stop», aggiunge Lorenzo Iulianetti, «e invece hanno aspettato il 3 luglio, di venerdì, togliendomi così la possibilità di poter impugnare il provvedimento. Per giunta non mi è stata fornita nessuna spiegazione sulle zone da chiudere al pubblico, limitandosi a un generico “esercizio pubblico”. Mi è stato riferito che il provvedimento è scattato a seguito di una verifica degli atti della Siae e che in realtà il documento era pronto da 40 giorni, ma è rimasto per settimane nei cassetti del Comune. Ho anche inviato una pec per chiedere ragguagli per iscritto sulle aree oggetto della sanzione, ma non mi è stata data risposta e ho quindi dovuto chiudere per intero tutta l’attività».
Il danno economico per il gestore della concessione è incalcolabile, soprattutto in ragione degli investimenti fatti con l’avvio della stagione balneare per adeguarsi alle nuove norme anti contagio. «Oltre al distanziamento di 4 metri in spiaggia tra ogni ombrellone», rimarca Iulianetti, «ho posizionato un dispositivo automatico per il conteggio degli utenti agli ingressi, ho sistemato tutti i tavoli all’aperto e posizionato le diverse segnaletiche per indicare i percorsi obbligatori. Infine ho dovuto imporre l’utilizzo orario della piscina prevedendo una capienza massima di 25 persone. Questa chiusura non ci voleva. Non sono rammaricato per la perdita economica, ma perché mi impediscono di fare il mio lavoro e di offrire alle persone i servizi che desiderano».
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