Servizi a terra, i sindacati sfidano la Saga

4 Giugno 2023

No dei rappresentanti del settore trasporti agli affidamenti esterni: chiesto il confronto

PESCARA. No all’esternalizzazione dei servizi per l’assistenza a terra. Lo dicono le organizzazioni sindacali dei trasporti in relazione alla situazione dell’aeroporto d’Abruzzo. Un documento firmato da Aurelio Di Eugenio (Filt-Cgil), Amelio Angelucci (Fit-Cisl) e Vincenzo Marcotullio (Uilt-Uil) sollecita «l’istituzione regionale, proprietaria per la quasi totalità del capitale sociale della Saga, a confrontarsi con le parti sociali rispetto a una serie di problematiche urgenti sulle quali la società e il presidente Catone non sono stati ancora in grado di dare risposte esaustive».
La presidenza della Saga, contattata dal Centro, si riserva di replicare nei prossimi giorni. Secondo gli esponenti sindacali, «l’impegno assunto sui tavoli di confronto per una valutazione congiunta del fattore lavoro nell’ambito del nuovo piano industriale della Saga, è rimasto solo sulla carta. Ci riferiamo prioritariamente alla dichiarata volontà di esternalizzare le attività di handling (i servizi per l’assistenza a terra agli aerei e ai passeggeri, ndr), riscontrabile peraltro dalla decisione assunta lo scorso 29 dicembre dal cda Saga e con la quale si è deciso di prevedere un avviso esplorativo per verificare la presenza di imprenditori privati esterni interessati a esercitare quelle attività di supporto all’utenza che rappresentano anche il front office dell’aeroporto con i viaggiatori e i turisti. Una decisione ufficializzata e ribadita dallo stesso presidente con nota alle organizzazioni sindacali lo scorso 23 gennaio. A questo si aggiunga il mancato confronto sui carichi di lavoro del personale di rampa, altro tema per il quale si era convenuta un’analisi di dettaglio con il coinvolgimento dell’unico ente a oggi deputato a certificare la congruità della forza lavoro in termini quantitativi e qualitativi, l’Enac. Ribadiamo la necessità di un approccio concertativo per la stesura di un serio piano industriale, all’interno del quale il fattore lavoro assume un ruolo determinante per un aeroporto classificato di interesse nazionale e strategico per il Centro Italia. Non si giustifica», concludono gli esponenti sindacali, «il silenzio, che acuisce ancora di più il rischio di una volontà di privatizzazione della Saga che da tempo stiamo contestando». (u.c.)