Sesso in ufficio, un testimone ha chiamato le forze dell’ordine

8 Giugno 2016

L’ingegner Di Donato è stato licenziato da una dirigente dell’Unione dei Comuni di Lugo di Romagna Avrebbe attirato una donna straniera nel suo ufficio. Ora potrà fare ricorso al giudice del lavoro

MONTESILVANO. Avrebbe attirato una donna straniera nel suo ufficio comunale con il pretesto di offrirle un lavoro per poi abusare sessualmente di lei. È questo l’episodio, stando alle informazioni fornite da fonti interne all’amministrazione municipale, che ha determinato il licenziamento in tronco del dirigente comunale Costantino Di Donato, che dallo scorso 4 giugno non è più un dipendente dell’ente.

Il provvedimento disciplinare ha seguito un iter parallelo a quello giudiziario su cui tuttora indagano i carabinieri ed è avvolto dal massimo riserbo. Secondo la ricostruzione, un sabato di circa tre mesi fa, giorno in cui gli uffici municipali sono solitamente chiusi, il dirigente – responsabile dei settori ingegneria territoriale e mobilità e protagonista di diversi contenziosi con il Comune – avrebbe condotto con sé una donna estranea agli ambienti dell’amministrazione, nel suo ufficio di Palazzo Baldoni. L’ingegnere si sarebbe poi intrattenuto con la donna fino all’arrivo di una terza persona, della quale però non è stata chiarita l’identità, probabilmente un dipendente dell’ufficio, un usciere o qualcuno addetto alla pulizia dei locali comunali. Trovandosi davanti a una scena a luci rosse, l’involontario testimone avrebbe segnalato il fatto alle forze dell’ordine che sono intervenute immediatamente a palazzo di città. A quel punto, la donna avrebbe confessato di non aver affatto accettato consensualmente le avances del dirigente. Al contrario. La signora avrebbe infatti spiegato di essere stata attratta dall’ingegnere nell’ufficio con il pretesto di un posto di lavoro, salvo poi scoprire le reali intenzioni del dirigente.

Da qui è scattata la denuncia per violenza sessuale, da parte della presunta vittima, al comandante della compagnia carabinieri di Montesilvano Vincenzo Falce. La procura ha così trasmesso gli atti al Comune che, parallelamente, ha avviato il procedimento disciplinare a carico del dipendente. A valutare l’accaduto non è stato però nessun organo interno all’amministrazione locale, ma un apposito ufficio con sede a Lugo (Ravenna). Nei mesi scorsi, infatti, il Comune adriatico ha aderito a una convenzione, firmata da altri 80 enti locali con capofila l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, che affida la gestione delle controversie nel rapporto di lavoro tra dipendenti ed ente a un ufficio esterno, diretto da Silvia Kranz. La dirigente, dopo aver analizzato le carte, lo scorso 11 maggio, ha incontrato Di Donato e il suo legale, Nicola Spinaci (a difendere in sede penale l’ingegnere sarà invece l’avvocato Sante Tapognani) il quale, minimizzando sull’accaduto, avrebbe poi espresso alla dirigente la propria decisione di difendersi direttamente in sede penale.

Giudicando l’episodio inaccettabile e lesivo del prestigio dell’amministrazione, reso ancora più grave dal fatto che a compierlo fosse stato proprio un dirigente, l’ufficio di Lugo di Romagna ha quindi deciso il licenziamento in tronco per «giusta causa».

In caso di opposizione al provvedimento, il dirigente potrà ora rivolgersi al giudice del lavoro del Tribunale di Pescara, anche se per il momento dallo studio dell’avvocato Tapognani arriva solo un secco «no comment». A scegliere la strada del silenzio sulla vicenda è anche il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, che interpellato dal Centro ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione. Intanto, a sostituire temporaneamente l’ingegnere, sarà il segretario comunale Alfredo Luviner che da questa settimana ha assunto ad interim la dirigenza dei settori ingegneria territoriale e mobilità.

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