Sette ospiti salvati dall’hotel: «Non venite, c’è troppa neve»

23 Gennaio 2017

Sarebbero dovuti partire per l' hotel Rigopiano di Farindola mercoledì mattina, a poche ore dalla valanga che ha travolto l'albergo, per fermarsi fino al giorno dopo, ma hanno deciso di rinunciare...

Sarebbero dovuti partire per l' hotel Rigopiano di Farindola mercoledì mattina, a poche ore dalla valanga che ha travolto l'albergo, per fermarsi fino al giorno dopo, ma hanno deciso di rinunciare quando erano già per strada, dopo che la direzione dell'hotel ha comunicato loro che, considerando la tanta neve e, soprattutto, le scosse di terremoto, avrebbero potuto rinunciare, senza ritrovarsi alcun addebito a carico a causa del mancato arrivo.

È la storia di un gruppo di sette persone, tra cui una bimba che proprio a Rigopiano di Farindola avrebbe dovuto festeggiare i due anni, che in questo modo sono scampate al disastro dell'hotel.

A raccontarla è Pierluigi Nobilio, 25enne originario di Città Sant'Angelo. «Dovevamo andare lì per festeggiare il compleanno della bimba e di un altro nostro amico», dice il giovane, «le comunicazioni con l'hotel avvenivano solo via email a causa delle linee telefoniche saltate e ci avevano scritto che raggiungere l'albergo era difficile a causa della neve, aggiungendo che lo spazzaneve sarebbe passato nel pomeriggio. Noi abbiamo deciso di andare lo stesso, anche per non perdere i soldi».

«Eravamo già in marcia, all'altezza di Elice», aggiunge Pierluigi, «quando, dopo la prima scossa di terremoto, l'hotel ci ha scritto che potevamo non andare, senza perdere i soldi. A quel punto, abbiamo deciso di rinunciare». «È tragico pensare che ora potevamo essere anche noi lì sotto. Siamo spiazzati, fa riflettere, è sicuramente una cosa che ti cambia», conclude il giovane.

Vincenzo Forti, uno dei superstiti dell'hotel Rigopiano, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura.

Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia. «È stata una bomba», ha detto all’amico, «mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Valiante, originario di Giulianova e presidente di un'associazione di pescatori, gli ha portato in omaggio un pesce gonfiabile, di quelli da spiaggia, per ricordargli che la vita prosegue.

Entrambi accaniti pescatori, Luigi e Vincenzo si sono rivisti ieri nel reparto di rianimazione dell'ospedale civile di Pescara. «A Vincenzo ho portato il pesce, a Giorgia ho dato un simpatico schiaffetto sulla faccia», ha raccontato l’amico senza nascondere la felicità.