Settore ancora più in crisi «Venti dipendenti a casa»

AVEZZANO. Il mondo dello spettacolo e degli eventi è in ginocchio. Maurizio Palumbo, manager della Pubbliconcerti da 34 anni si occupa di animazione musicale e grandi appuntamenti. Lo scorso anno...
AVEZZANO. Il mondo dello spettacolo e degli eventi è in ginocchio. Maurizio Palumbo, manager della Pubbliconcerti da 34 anni si occupa di animazione musicale e grandi appuntamenti. Lo scorso anno riusciva a gestire anche 16 appuntamenti in una giornata mentre quest'anno la sua agenda è semi vuota. È' riuscito a mettere in piedi qualche rassegna, ma è preoccupato per l'indotto che ruota intorno a ciascuna festa bloccato ormai da mesi.
Com'è cambiata la situazione dall'estate 2019 all'estate 2020?
«È stato un cambiamento radicale. All'inizio della pandemia erano già in programma diversi appuntamenti che però poi sono stati annullati nel corso del tempo. Purtroppo la gente ha paura di prendersi la responsabilità e quindi si tira indietro e non fa nulla. Quei pochi eventi che si fanno sono comunque a rischio perché c'è un controllo minuzioso da parte delle forze dell'Ordine obbligate a far rispettare le regole. A dicembre ero arrivato a 20 dipendenti, ora sono fermi da febbraio e dal 10 luglio sono in disoccupazione».
C'è richiesta da parte di enti e associazioni per appuntamenti di piazza ed eventi?
«La richiesta c'è ma è poca. Ci chiedono delle proposte più che altro dalla costa, ma sono veramente un numero esiguo. Le feste patronali sono state totalmente azzerate anche a causa delle regole dettate dalle diocesi. Ci sono alcuni Comuni che vogliono organizzare qualcosa per animare l'estate, ma ancora non fissano nulla. Negli anni passati in questo periodo avevamo già fatto tutto, avevamo l'agenda piena. Lo scorso anno, per esempio, ad agosto avevano in programma centinaia di eventi, quest'anno ne faremo si e no 10».
Organizzare fiere ed eventi è possibile quest'anno o le normative sono troppo restrittive?
«Le normative sono molto restrittive, soprattutto per quanto riguarda i numeri. Per un evento al chiuso o in un cinema sono previste al massimo 200 posti. Per un appuntamento all'aperto invece mille, con le sedie inamovibili e distanziate. In sostanza di 10 sedie posizionate ne puoi occupare tra le 5 e le 6, in base alla presenza dei congiunti. Questo è assurdo perché se si va in discoteca si può stare in piedi ma distanti, per un concerto bisogna stare seduti e distanziati. A tutto ciò va aggiunto va aggiunto il problema dei costi altissimi per l'affitto delle sedie, la sanificazione, gli igienizzanti ecc...».
Cosa vi aspettate per il 2021?
«Sicuramente un anno pieno di impegni. Tutti rinviano al prossimo anno. Molti comitati ci dicono che spostano al 2021 le feste programmate unendosi magari agli altri comitati. Ci sono però ancora tante incertezze e tante preoccupazioni soprattutto per l'indotto del mondo delle feste. Penso per esempio alle bande, alle aziende che si occupano delle luminarie, alle tipografie che stampano i biglietti delle lotterie e i manifesti. È tutto fermo e tante di queste realtà faranno fatica ad andare avanti». (e.b.)
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