Sfonda le vetrine dei negozi con un tombino: arrestato

Tradito dalle impronte l’autore di due colpi notturni in una pizzeria e in un bar È ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Dai locali sono spariti 2600 euro
PESCARA. Due furti con la firma. Li ha messi a segno, tra maggio e giugno, il ladro che ha fatto visita ad una pizzeria di Pescara e ad un bar di Montesilvano dai quali ha portato via 2600 euro, in tutto. L’uomo è stato identificato grazie alle impronte digitali che ha lasciato in entrambi i locali. E ieri è stato arrestato. Si tratta di Mattia Ferri, 30 anni, finito agli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico, su disposizione del giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio (l’arresto è stato chiesto dal pm Valentina D’Agostino). Ferri è già noto alle forze dell’ordine per una serie di reati contro il patrimonio e proprio per questo l’identificazione è stata più agevole, grazie al supporto fornito alla squadra mobile dal personale della polizia scientifica.
I due furti sono avvenuti di notte. Il primo risale al 6 maggio scorso quando il ladro ha infranto la vetrata di una pizzeria di Pescara, in viale Bovio, usando un tombino. Lo ha scagliato più volte contro il vetro e ha anche tirato una serie di calci, per farlo cadere. Poi, nel momento in cui si è reso conto che la vetrina stava per cedere, l’ha spinta con le mani. Quello è stato il suo passo falso, che ha consentito alla polizia di abbinare al suo nome le impronte lasciate nel locale, dove il colpo è stato ripreso dalle telecamere. E proprio le immagini mostrano la presenza di un complice, che al momento non è stato ancora identificato. Il furto è comunque riuscito. Il ladro si è impossessato di 2000 euro ed è sparito.
Stessa cosa a Montesilvano, in un bar sulla Vestina, il 5 giugno. In quel caso Ferri è accusato di aver tagliato una tenda di plastica del gazebo esterno e di aver forzato la vetrata d’ingresso. È riuscito a prendere 600 euro, per poi far perdere le tracce. Ma anche lì la Scientifica ha trovato le impronte digitali. A distanza di mesi il cerchio si è chiuso, per entrambe le indagini, quanto meno a carico di Ferri. Ora la Mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana, punta ad identificare il complice. (f.bu.)
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