Sfratto di 23 artigiani, il caso in Consiglio

28 Febbraio 2018

Mercato di piazza Muzii, polemica sulla mancata assegnazione dei box. Forza Italia annuncia battaglia

PESCARA. «Sarà il consiglio comunale a dover approvare o meno lo sfratto dei 23 artigiani legittimi assegnatari dei box al primo piano del mercato coperto di piazza Muzii». È quanto sostiene il vice capogruppo di Forza Italia Vincenzo D’Incecco.
«Lo ha pilatescamente deciso la giunta Alessandrini», spiega, «che, dopo aver ritardato per due anni la consegna dei box ai legittimi aggiudicatari, vincitori di un bando, ha deciso di lavarsene le mani e ha approvato, il 21 febbraio scorso, una delibera con cui ha scaricato sul consiglio la responsabilità di un provvedimento. Provvedimento che, inevitabilmente, verrà impugnato aprendo un contenzioso per il Comune i cui costi ricadranno sulla città».
«A questo punto», afferma, «aspettiamo che la delibera approdi in aula, ovviamente presenteremo centinaia di emendamenti per determinare un ripensamento dell’iniziativa e, in ultimo, chiederemo il voto per appello nominale in modo che chi voterà per togliere quei box agli artigiani se ne assuma pubblicamente la responsabilità e i successivi oneri».
«Dopo l’ultima seduta della commissione Commercio, lo scorso 20 febbraio», spiega D’Incecco, «pensavamo di essere giunti a una definizione della vicenda. L’assessore al commercio Giacomo Cuzzi, presente alla riunione, dinanzi a una delegazione dei 23 legittimi assegnatari dei box, ha ribadito la volontà di revocare le assegnazioni, seppur legittime. Una decisione dettata, a suo dire, da un mutare del mercato che oggi nella zona richiede attività di food and beverage, anziché box per la vendita di prodotti artigianali». «Per farsi forza delle sue ragioni», aggiunge, «l’assessore Cuzzi si è fatto sostenere dall’Avvocatura comunale la quale, in commissione, ha affermato che effettivamente la giunta può revocare la precedente legittima assegnazione dei box, purché dia contezza nella delibera delle motivazioni sopraggiunte in merito all’interesse pubblico che giustifichino quella revoca. Ma, in questo, caso l’interesse pubblico deve poggiare su solide fondamenta giuridiche inoppugnabili e dimostrabili, non si possono revocare quelle assegnazioni solo sulla base di chiacchiere o opinioni personali».
«I dirigenti», conclude, «ora dovranno redigere una nuova delibera per declassificare i 23 box e farli tornare nel patrimonio disponibile del Comune, togliendoli ai 23 legittimi assegnatari. Tuttavia, tale delibera diventa competenza del consiglio comunale, non della giunta, né tantomeno dei dirigenti. Solo dopo il voto del consiglio, su una delibera che determinerà sicuramente conseguenze giuridiche, i dirigenti predisporranno un nuovo bando per adibire quei box alla vendita e somministrazione di food and beverage».
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