Shopping online, le associazioni di categoria restano scettiche

14 Gennaio 2022

PESCARA. La proposta della Cna, presieduta da Cristian Odoardi, di «rilanciare e potenziare la piattaforma di e-commerce progettata e realizzata dal Comune di Pescara» non trova tutti d’accordo, tra...

PESCARA. La proposta della Cna, presieduta da Cristian Odoardi, di «rilanciare e potenziare la piattaforma di e-commerce progettata e realizzata dal Comune di Pescara» non trova tutti d’accordo, tra le associazione di categoria. Dalla Confesercenti la presidente Marina Dolci e il direttore Gianni Taucci riflettono sul «rischio» che le vendite on line possono rappresentare per il commercio di vicinato perché «non c’è concorrenzialità tra le piccole attività e i grandi colossi dell’on line che hanno una maggiore disponibilità di merce e prezzi più bassi. Un canale di vendita aggiuntivo ci può stare, va bene quando non ci si può muovere di casa come adesso», dicono Dolci e Taucci, ma «i piccoli negozi hanno meno forza» e in questa fase «mancano proprio i prodotti, dalle profumerie alle concessionarie, per via del lockdown in alcuni paesi». «Il Comune», suggeriscono, «potrebbe dire di acquistare on line e ritirare in negozio e comunque, attraverso la pubblica amministrazione, si deve invogliare la gente a tornare in città, per lo shopping». Gauro Zulli, che ha aderito al portale Pescara Shopping & Life parla di «soluzione innovativa» ma fa anche notare che «non è mai partito e non ha portato niente» alla sua attività (Zulli Sport). «Il portale, che potrebbe essere anche un modo per raggruppare più settori e farli conoscere, non è stato sponsorizzato dal Comune e non se n’è più parlato. E proprio Comune dovrebbe pensare a delle iniziative per rilanciare il commercio: si poteva risparmiare, invece, l’adeguamento della Tari di fine anno».
«La piattaforma di e-commerce non risulta utile a molte attività artigiane, per la natura stessa di queste attività», fa notare Dino Lucente da Casartigiani pensando, ad esempio, a parrucchieri, ottici ed optometristi e panificatori. «Il Comune deve pensare invece di pubblicizzare le attività artigiane attraverso delle manifestazioni, possibili anche con il Covid, così come deve farlo la Camera di Commercio». (f.bu.)