Si continua a nascere, più del 2019 A marzo sono arrivati 165 neonati

Ostetricia: è quanto emerge dai dati del mese appena concluso a confronto con quelli dell’anno scorso All’ospedale civile doppio percorso per le partorienti: finora un solo parto Covid e il neonato è negativo
PESCARA. Sono 165 i bambini nati nell'ospedale civile di Pescara dal primo al 30 marzo, in piena emergenza coronavirus. Nuove vite che rappresentano messaggi di speranza in carne e ossa in queste difficili giornate di isolamento forzato. Un numero peraltro in crescita di una decina di neonati rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.
Dei nuovi arrivati da 163 parti, (due sono stati gemellari), 79 sono le femminucce e 86 i maschietti. A rendere la notizia ancora più bella è che nessuno dei piccoli è risultato positivo al coronavirus.
UN SOLO CASO. Dall'inizio dell'emergenza sanitaria è una sola, al momento, la neo mamma risultata positiva al Covid-19 che, una decina di giorni fa, ha dato alla luce un bimbo risultato invece negativo al test. Oltre alla mamma già dimessa e tornata a casa, il dipartimento materno-infantile dell’ospedale pescarese non presenta nessuna ricoverata positiva, ma è comunque pronto a gestire l'eventualità di casi Covid-19 se dovessero presentarsi.
PERCORSI SEPARATI. Già da settimane, l'ospedale civile si è infatti adeguato per garantire percorsi separati per le pazienti che dovessero risultare contagiate.
Un percorso protetto e delimitato che comincia fin dall'ingresso in ospedale. Del personale, riconoscibile grazie alle pettorine gialle, indica alle partorienti un ascensore a loro dedicato. «Abbiamo preparato un doppio percorso per le pazienti Covid e non Covid, in modo da non farle incrociare», spiega Maurizio Rosati, direttore del dipartimento materno e infantile e primario di Ostetricia e Ginecologia. Il quarto piano è stato completamente riorganizzato.
PRIMA LA TEMPERATURA. Se in tempi normali l'ala nord è riservata a Ginecologia e l'ala sud a Ostetricia, in emergenza da coronavirus, le due unità sono state riunite in entrambe le ale, differenziandole tra Covid e non Covid. All'arrivo in ospedale, con obbligo di mascherina, le puerpere si fermano in una zona pre-triage, esterna ai reparti, dove vengono sottoposte a misurazione della temperatura e della saturimetria, per verificare il livello di ossigeno nel sangue. Il personale procede a stilare un'anamnesi, per verificare eventuali sintomi o contatti con positivi. In caso di sospetto, il parto viene praticato nell'area Covid e il risultato del tampone viene atteso dalla neo mamma in una stanza di degenza singola, prima di accertare la sua destinazione in una delle due aree.
NIENTE PARENTI. Non sono ammessi parenti, se non i futuri papà, anch'essi rigorosamente protetti da mascherina, che potranno accedere, dopo il pre-triage, solo nella sala travaglio attivo. All'esterno dei blocchi parti Covid+ e Covid- vi sono anche due supporti video per mostrare i due diversi percorsi. La differenziazione viene garantita anche nel reparto di Neonatologia diretto da Susanna Di Valerio. «Il pericolo di contagio viene dall'esterno», afferma Rosati «e il reparto deve restare protetto da questa eventualità».
AMBULATORI ESTERNI. Per ridurre al minimo le presenze in ospedale in questi dipartimenti che hanno continuato a garantire, oltre alle urgenze e le emergenze, anche le attività ambulatoriali, Rosati ha delineato un progetto per esternalizzare, a partire da lunedì prossimo, questi servizi. Le ecografie in gravidanza (translucenza nucale, morfologica, flussimetria doppler), l'ambulatorio di tagli cesarei e il percorso nascita gravidanze a rischio verranno spostati nel distretto sanitario di Pescara nord, la ex clinica Baiocchi. L'ambulatorio per le colposcopie di II livello e quello di interruzione volontaria di gravidanze nel consultorio di via Milli.
Resteranno in ospedale, ma in zone esterne ai reparti, l'ambulatorio oncologico e le attività di amniocentesi, villocentesi, funicolocentesi, isteroscopia e «il fiore all'occhiello del dipartimento», sottolinea Rosati. Il riferimento è alla telemedicina con la cardiochirurgia pediatrica del Salesi di Ancona. «Per i feti con sospette malformazioni cardiache, attraverso un robottino», semplifica Rosati «ci colleghiamo con il cardiochirurgo pediatrico dell'ospedale di Ancona che valuta gli esami e programma un trasporto per un intervento dopo la nascita o già in utero».
SMART WORKING. Anche in ospedale scatta lo smart working. Grazie alla tecnologia, verrà proseguita l'attività dello sportello per il sostegno all’allattamento, uno dei servizi del reparto, con specifiche linee guida per mamme Covid positive e negative.
CORSI PREPARTO. Da lunedì prossimo i corsi di accompagnamento alla nascita saranno attivi online. Alle 17, lunedì è previsto il corso sull'allattamento naturale, mercoledì sul travaglio parto e venerdì si terrà una visita virtuale al punto nascita di Pescara. Il link per connettersi al servizio è https://meet.jit.si/ostetricaonlineaslpescara.
«Lo scopo di tale iniziativa», conclude il direttore del dipartimento Rosati «è di informare, rassicurare e preparare le donne a un parto sereno in un momento in cui l’emergenza sanitaria nazionale impedisce assembramenti».
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