Si fingono forze dell’ordine e derubano anziana in casa: arresto lampo di 2 pescaresi

Bottino di 50mila euro per i banditi. Ma la vittima ha chiamato subito la polizia Decisive le immagini delle telecamere e le foto dell’auto scattate da alcuni cittadini
PESCARA. Hanno suonato al campanello dell’anziana presa di mira presentandosi come “forze dell’ordine”.
La scusa della inaspettata visita era che dovevano svolgere degli accertamenti nell’abitazione della donna: controllare ori e gioielli in merito ad alcuni furti recenti. E lei, 77 anni, sicura di fare quello che andava fatto, gli ha aperto, per poi farli entrare in casa. A quel punto, il piano messo a punto dai due banditi è andato tutto in discesa, perché una volta dentro, si sono fatti guidare dalla donna direttamente alla cassaforte e in un attimo hanno arraffato tutto quello che c’era da prendere: denaro e gioielli per un valore di 50mila euro. E poi, in tutta fretta, sono scappati.
È successo la mattina dello scorso 11 febbraio nella zona di via Pian delle Mele, quasi al confine con Villa Raspa. Ma a distanza di poco più di due settimane la polizia ha arrestato i presunti responsabili, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Pescara dopo la tempestiva richiesta della Procura.
Si tratta di due pescaresi di 27 e 40 anni, già noti alle forze dell’ordine. In particolare, al quarantenne, che si trovava in affidamento ai servizi sociali, è stata contestata anche la recidiva reiterata negli ultimi cinque anni. Decisivo, per la celerità con cui sono state portate a termine le indagini, è stato l’allarme lanciato dalla vittima del furto che, mentre i due scappavano, ha chiamato il 113.
Nelle immagini riprese dalle telecamere del Comune si vedono i due che corrono verso la macchina nera parcheggiata, ma a fotografarli mentre si allontanano a bordo di quella Fiat 500 X nera, c’erano anche alcuni residenti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della squadra Mobile diretti da Gianluca Di Frischia, i due ladri quella stessa mattina avevano già provato a mettere a segno lo stesso piano in altre due abitazioni ai danni di altrettante pensionate del quartiere. E sempre con lo stesso sistema. Una volta qualificandosi come poliziotti, una volta come carabinieri, hanno cercato di farsi aprire per mettere le mani su soldi e preziosi delle malcapitate. Ma nessuno ha aperto. Al contrario, qualcuno si è insospettito ed è sceso in strada, sorprendendo i due che dopo aver appena messo a segno il colpo al terzo tentativo, correvano verso la macchina.
Di qui il secondo assist alle forze dell’ordine, in questo caso alla squadra Volante guidata da Pierpaolo Varrasso che, arrivata immediatamente sul posto, ha subito potuto indirizzare le ricerche nel verso giusto. Le successive indagini svolte dalla Mobile hanno poi permesso di raccogliere elementi importanti a carico dei due indagati. A cominciare dalla macchina risultata nella disponibilità del 40enne: dai successivi accertamenti è risultato che lo stesso mezzo era stato utilizzato per altri reati nei mesi precedenti. Di qui, oltre alla misura cautelare nei confronti dei due indagati, il pm ha chiesto il sequestro preventivo del veicolo.
Intanto, dalla Questura, oltre a sottolineare l’importanza della collaborazione dei cittadini, ricordano «di non lasciare mai che estranei entrino in casa se non si è sicuri della loro identità e dei motivi della loro presenza». In particolare, ribadiscono che «le forze dell’ordine non si presentano a casa dei cittadini per chiedere pagamenti o visionare denaro e gioielli». Motivo per cui la polizia invita i cittadini «a contattare i numeri di emergenza 113 e 112 in caso di qualsiasi dubbio o necessità».
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