Si riaccende la polemica Parlamento sotto accusa

28 Febbraio 2017

Saviano: «Morto in esilio perché il nostro Paese non ha ascoltato il suo appello» Il leghista Zaia e Marcucci del Pd invocano una legge sul testamento biologico

ROMA. La notizia della scelta di Fabiano Antoniani di morire con il suicidio assistito in Svizzera, dopo aver lanciato i suoi video appelli alla Camera, al governo e al presidente della Repubblica, piomba sul parlamento e travolge tutti. Pino Pisicchio presidente del gruppo Misto fa appena in tempo a chiedere che «prevalga la pietas, situazioni drammatiche non si tramutino in vessilli politici» che le agenzie sono già piene di reazioni alla morte di dj Fabo.

Il tweet con cui Marco Cappato ha annunciato la sua morte viene retwittato 3.300 volte in pochissimo tempo, altrettanto su Facebook: decine di migliaia le condivisioni e i commenti. Perché la drammatica e lucida scelta di Fabo riapre una questione controversa in Italia e di polemiche mai sopite. Un disegno di legge sul biotestamento è in attesa di approdare alla Camera dopo aver subìto l’ennesimo rinvio e un ddl di cui l’intera commissione Affari Sociali dice “no” all’eutanasia.

«Non solo per lavorare con dignità, ma anche per morire con dignità bisogna emigrare dall’Italia» è stato il duro attacco dello scrittore Roberto Saviano che dopo i video appelli lanciati da Fabo gli aveva risposto: «Ti auguro di essere libero di scegliere» gli aveva scritto e ieri le sue parole sono state un atto di accusa alla politica, ai partiti. «Fabo è morto in esilio perché il suo Paese, il nostro Paese, non ha ascoltato il suo appello», ha scritto Saviano. Poi un attacco anche alla Chiesa cattolica: «Perdonaci per aver reso la religione che crediamo di osservare talmente vuota da non saper più riconoscere un Cristo quando lo abbiano di fronte».

Dolore, rispetto, dignità sono le parole che si rincorrono nei commenti per tutta la giornata per una morte che divide le coscienze, ma non apre la comprensione tra le forze politiche. Così, il fronte dei cattolici si è ricompattato nella condanna per la scelta di Fabo. Per Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area Popolare: «Lo Stato non può dare la morte» mentre il deputato Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita, parla di «omicidio consenziente». Cauto il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta: «Il Parlamento non deve scappare, ma stop alle forzature». Poi arriva il commento di Cappato e Filomena Gallo: «Fabo è libero, la politica ha perso».

I social sono stati invasi di commenti anche da parte di attori, scrittori, registi. «Non abbiamo avuto pietà di te. Ora tu abbi pietà di noi», scrive su Twitter, Luciana Littizzetto attrice e scrittrice. #Eutanasiasialegale e #Eutanasia sono stati per ore in cima alla classifica degli Hashtag. Così il conduttore televisivo e giornalista Luca Telese: «Alla fine, se non si è accecati dall’ideologia, la storia è semplice: diritto a vivere e diritto a morire, se la malattia ti schianta». E i conduttori della trasmissione Le Iene lanciano l’hastag #fabolibero: «Abbiamo parlato del suo viaggio in Svizzera, stamattina alle 11.40 l’abbiamo salutato. Ciao Fabo, ora sei libero». E l’appello del regista Ferzan Ozpetek che invita ad «approvare la legge sul fine vita».

«Mi vergogno di un Paese e di un Parlamento incapace di dare dignità e libertà a chi chiede autoderminazione» dice Nicola Frantoianni, segretario di Sinistra Italiana. Ileana Argentin, deputata del Pd affetta da amiotrofia spinale: «Non è possibile che nel nostro Paese l’eutanasia faccia così paura, nessuno osa affrontare la questione fino in fondo per mancanza di coraggio».

Eppure, qualche spiraglio per arrivare ad una legge in tempi brevi ci sarebbe. Almeno sul biotestamento. «Il parlamento vari quanto prima una legge ben fatta sul testamento biologico» incalza Luca Zaia governatore del Veneto e big della Lega Nord. Lo stesso appello arriva da diversi parlamentari Pd come il senatore Andrea Marcucci che confessa: «Come senatore mi sento responsabile di un parlamento bloccato dai veti. Legge sul testamento biologico adesso».

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