Siamo quasi a metà del 2017, ma non c’è ancora il garante regionale dei detenuti

21 Maggio 2017

PESCARA. Chi tutela i detenuti abruzzesi e di conseguenza gli agenti di polizia penitenziaria che, di fatto, trascorrono la loro vita in carcere da lavoratori superimpegnati? Il vice segretario...

PESCARA. Chi tutela i detenuti abruzzesi e di conseguenza gli agenti di polizia penitenziaria che, di fatto, trascorrono la loro vita in carcere da lavoratori superimpegnati? Il vice segretario regionale della Uil Pa Polizia Penitenziaria, Mauro Nardella, che da anni è in prima linea sul difficile terreno della questione carceri, non si stanca di rilanciare il caso Abruzzo. E lo fa così: “In Abruzzo si paga dazio anche perchè manca una “sentinella” del diritto dei detenuti. Il garante regionale dei detenuti con il suo apporto, infatti, non solo riuscirebbe a destare le attenzioni che son dovute sulle condizioni di vita dei detenuti da parte dei preposti a farlo ma, con l’eventuale soluzione dei loro problemi comportante inevitabile riduzione dello stress, causerebbe un miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita di tutti gli operatori penitenziari. A tal proposito ci si chiede perché a 2017 inoltrato non ancora si riesce a eleggere una figura tanto importante quanto determinante per le sorti di un sistema penitenziario qual è quello abruzzese”.