«Sicurezza? Basta con spot e tagli»

18 Novembre 2015

Tissone segretario Silp-Cgil: «A Roma ci sono quasi seicento agenti in meno»

ROMA. «La sicurezza? Noi poliziotti facciamo sempre la nostra parte, ma bisognerebbe smetterla con la retorica lanciata a piene mani in questi giorni e guardare, invece, la situazione reale: abbiamo un parco auto disastroso, giubbotti e caschi vecchi e in scadenza, divise operative inadeguate». Daniele Tissone, segretario generale del Silp-Cgil, uno dei sindacati dei lavoratori della polizia di Stato, chiede una rapida inversione di rotta anche perché, in presenza di una crescita di livello della minaccia terroristica di matrice islamica, il governo smetta di tagliare le risorse e garantisca investimenti».

Eppure il ministro Alfano annuncia una serie di misure: controlli alle frontiere, ai luoighi affollati…

«Dico basta agli spot. L’unico antidoto reale per la lotta al terrore è immettere più risorse e puntare su una maggiore formazione dell’intelligence».

Il governo promette di risolvere il problema in sede di legge di Stabilità.

«I 74 milioni di euro destinati ai rinnovi contrattuali nel bilancio pluriennale 2016-2018 per forze armate e polizia costituiscono appena l’ 8% delle risorse che vennero destinate a donne e uomini in divisa con il contratto scaduto ormai nel lontano 2009. E, come se non bastasse, con l’ attuale legge di Bilancio si decurtano ulteriori 500 milioni di euro relativamente al concorso delle forze armate in misure di sicurezza e ordine pubblico nonché per gli uffici di coordinamento delle forze di polizia».

Dunque nemmeno per il Giubileo siete stati ascoltati?

«Rispetto alla previsione organica del 2005, nella città di Roma ora si è ridotto di un terzo. Le faccio un altro esempio. Durante il Giubileo del 2000, gli agenti in forza in tutti i commissariati erano 3.850, ora sono scesi a 3.308, ne mancano cioè quasi seicento. I residenti di Roma nel frattempo sono cresciuti del 13%, circa 300 mila persone. Abbiamo un poliziotto ogni mille abitanti, a Ostia uno ogni 2.000, al Casilino uno ogni 2.500.

Arriveranno i militari a pattugliare le strade.

«Non basta il presidio o il controllo militare, serve un’azione maggiore di intelligence, utilizzando le professionalità costruite nel tempo che in polizia non mancano. Il Giubileo poteva essere un’occasione per fare questo e altro».

Per esempio?

«Gli esempi non mancano. Vogliamo parlare degli stabili destinati ai poliziotti? O le condizioni di questure e commissariati? Gli agenti per servizio devono alloggiare in albergo, a spese del contribuente, o in locali fatiscenti. In sostanza bisogna garantire l'implemento dei presidi in antitesi alla loro soppressione, l’aumento degli organici in controtendenza con la riduzione del turn over e, in particolare, un mirato investimento sulla formazione e sull’intelligence di qualità».

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