Simone “Rogantino” e l’ultima volata tra due ali di folla

5 Settembre 2024

In duemila ai funerali del ciclista di 21 anni morto in casa Sfilata delle ammiraglie e messaggi: «Inseguiva un sogno»

SPOLTORE. «Caro Simone, basta vedere quanta gente è qui riunita per capire che tipo di persona eri…di poche parole, ma con gli occhi sinceri che dicevano tutto. Buono e generoso. Caparbio, deciso più che mai ad andare avanti per la tua strada, a inseguire il tuo sogno: lo sport che amavi alla follia. Cercheremo di sorridere pensando a te!» È un passaggio della lettera che Marta, ex fidanzata di Simone Roganti, il ciclista di 21 anni morto venerdì sera nella sua casa a Villa Santa Maria (frazione di Spoltore) per via di un malore provocato da una patologia cardiaca, legge al termine della cerimonia religiosa in piazza Quirino di Marzio. Circa duemila le persone che hanno partecipato, dimostrando vicinanza e affetto al giovane e alla sua famiglia.
È il giorno dell’ultimo saluto a Simone, in sella alla bici da quando aveva solo 7 anni. Il piazzale del centro storico di Spoltore, scelto per la celebrazione del funerale, è pieno. In pochi riescono a trattenere le lacrime, soprattutto all’inizio, quando la bara bianca viene scortata dalle ammiraglie (auto di servizio) delle società di ciclismo abruzzesi, invitate a partecipare alla cerimonia. Tra i presenti, molti sportivi, la squadra marchigiana per la quale Simone correva, la Mg.K Vis Colors for Peace, la società olandese con cui il giovane aveva firmato nei giorni scorsi ma anche la Team go fast di Roseto.
«Rogantino per sempre», si legge su un manifesto. Un messaggio chiaro, che prova a colmare il senso di vuoto per la perdita della giovane promessa del ciclismo. «Un profondo smarrimento, soprattutto per i genitori e la sorella», sottolinea don Christian Di Biase nell’omelia, che invita i famigliari e tutti coloro che non riescono ad accettare questa morte improvvisa, «a non piegare la testa, a non piangersi addosso». «Ho sentito dire da molti in questi ultimi giorni che Simone avrebbe continuato a correre in cielo», aggiunge. «Provate a guardare realmente verso il cielo. Purtroppo la vita è sofferenza, anche se spesso lo dimentichiamo. Lo so, sembra tutto troppo ingiusto perché vi sono terroristi o assassini in vita, mentre Simone ci ha lasciati per sempre. State pensando a questo. Tuttavia non bisogna puntare il dito contro qualcosa o qualcuno, contro Dio, che si è inginocchiato davanti a questa salma insieme con i genitori del ragazzo». E ancora: «Simone vi ha chiamati ad ascoltare quella domanda che parla di eternità e di libertà…». «Di fronte alla morte prematura di un giovane perfino la Bibbia ha difficoltà ad esprimersi», dice monsignor Gino Cilli, parroco della chiesa di San Panfilo, che fa sapere: «Nel nostro piccolo proviamo a fare qualcosa per non dimenticare. Quanto raccolto, nel corso di questa cerimonia, sarà destinato ad opere di bene».
Tra i presenti, oltre al sindaco di Spoltore Chiara Trulli, che nel giorno del funerale ha proclamato il lutto cittadino, e a tantissimi sportivi, il presidente della Provincia Ottavio De Martinis, il presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani e l’assessore Nada Di Giandomenico, il ciclista Giulio Ciccone e l’ex Danilo Di Luca. Al termine della cerimonia, la musica ha accompagnato il volo dei palloncini bianchi in cielo.