Sindaco e commercianti: ora fate ripartire la città

13 Dicembre 2020

Masci: «Non possiamo perdere la zona gialla a Natale, tempi da rivedere»

PESCARA. Nell'improvviso sabato di zona rossa, seguito alla sospensione del Tar, dell’ordinanza di Marco Marsilio che aveva anticipato l’ingresso dell’Abruzzo in zona arancione, sono stati molti gli esercenti di Pescara che ieri hanno deciso comunque di aprire i loro negozi. Alcuni lo hanno fatto per protesta, altri per incertezza sulle disposizioni vigenti, ma il risultato è stata un'azione di controllo a tappeto delle forze dell'ordine che ha portato le attività ad abbassare le serrande per evitare salatissime multe e, ancor peggio, l’obbligo di chiusura da uno a 30 giorni. Ma con il rientro in zona arancione già da oggi, è del sindaco Masci il primo appello al governo affinché riveda i tempi tecnici per il passaggio in zona gialla. «Pescara è la città più commerciale d'Abruzzo e una delle più commerciali d’Italia e non si può distruggere il tessuto economico- sociale», attacca Masci. «L'ordinanza di venerdì sera del ministro Speranza, da una parte ha stabilito il passaggio in zona arancione dell'Abruzzo con effetto da domenica, mentre per il passaggio in gialla di altre regioni la decorrenza era già a partire da oggi (ieri, per chi legge ndc). Ma le stesse tempistiche, attualmente porterebbero il nostro ingresso in fascia gialla solo dal 27 dicembre. Credo che ora», va avanti il sindaco, «alla luce dei numeri positivi in termini di riduzione dei contagi, come si stanno rivalutando le decisioni sugli spostamenti tra comuni, vadano riviste anche queste tempistiche, per ridare fiato alla miriade di attività che nel mese di dicembre registrano il 50-60 per cento del fatturato annuale e che invece adesso rischiano il collasso».
«Quello che abbiamo visto in questi giorni è un surreale balletto della politica che si è consumato sulla pelle dei commercianti», accusa in una nota Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio Pescara. «Questo incredibile stop and go che ha riportato in zona rossa la nostra regione per un giorno, produce solo gravi danni alle attività economiche e disorientamento nei consumatori. Lo scontro istituzionale in atto non viene compreso dai cittadini e dai titolari delle attività che vogliono solo lavorare e meritano maggior rispetto dalla politica che catapulta loro decisioni dell’ultim’ora prese a tarda serata e senza possibilità di programmare nulla».
La necessità impellente, per Confcommercio è di sanare la frattura Governo-Regione e arrivare al ritorno dell'Abruzzo in zona gialla prima di Natale. «Non possiamo permetterci di essere l’unica regione ancora in zona arancione sotto Natale con tutta la filiera della ristorazione, dei pubblici esercizi e dell’agroalimentare ferma in un periodo così importante per loro», dice Padovano.
«Siamo sempre noi commercianti a trovarci al centro di ripicche politiche e istituzionali», commenta Marco Canale, presidente del consorzio Pescara al Centro. «Il sabato è il giorno commercialmente più importante della settimana. Questa chiusura in un sabato di dicembre è un danno pesantissimo. Pescara oggi (ieri, ndc) è stata una città stracolma di gente a passeggio, ma i controlli a tappeto hanno riguardato solo gli esercizi commerciali. Ci domandiamo se altrettante verifiche siano state fatte nei confronti delle persone in giro. Sarebbe bastato un decreto del Governo con effetto immediato per evitare di farci tornare in zona rossa. E invece, per punire la Regione, sono state punite le attività».
Con l'ingresso dell'Abruzzo in zona arancione da oggi, e il conteggio di 14 giorni previsto da protocollo per un nuovo allentamento delle misure anti contagio, il passaggio in zona gialla potrebbe avvenire solo dal 27 dicembre. E per una città commerciale che vive non solo con i residenti, ma anche grazie ai cittadini provenienti dall'hinterland e da altre province, le conseguenze sugli incassi sarebbero devastanti. «Il bacino della clientela più importante», aggiunge Canale «è fuori Pescara. Lo spostamento tra comuni e quindi l'ingresso in zona gialla è vitale».
L'appello a un più rapido allentamento delle misure arriva anche da Confesercenti. «L'auspicio è che il Governo», dichiara il direttore Gianni Taucci, «valuti un passaggio diretto in zona gialla. Il consumo di Pescara città sviluppa un quinto del totale. Il resto arriva dall’area metropolitana e da fuori provincia. Diventa fondamentale il ritorno in fascia gialla, specie per la ristorazione. Tutto il settore del commercio è ormai allo stremo, è scoraggiato, stanco. La politica non può giocare sulla pelle degli imprenditori. Non entriamo nel merito politico delle scelte, ma si è bruciato un sabato importantissimo per gli incassi».
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