Sinistra e Pd ai ferri corti ma la maggioranza regge

CITTÀ SANT’ANGELO. Il Pd angolano dice che riuscirà a sostenere il sindaco Gabriele Florindi, sino alla fine naturale del mandato elettorale. Sinistra Italiana e Leu ribattono stizzite. Non cala la...
CITTÀ SANT’ANGELO. Il Pd angolano dice che riuscirà a sostenere il sindaco Gabriele Florindi, sino alla fine naturale del mandato elettorale. Sinistra Italiana e Leu ribattono stizzite. Non cala la tensione tra le anime della sinistra, dopo che nell’ultima assemblea civica si sono registrate le dimissioni dell’assessore Alice Fabbiani e dei consiglieri Mirko Collevecchio e Pierpaolo Di Brigida, di Liberi e Uguali. Per il Pd, la «maggioranza esiste ancora» e andrà avanti dopo aver dato un nuovo assetto alla giunta. Non solo. Il partito rilancia parlando di «sterili motivazioni» sul caso Linda, che ha scatenato la crisi, e aggiunge che non è «il momento di fuggire».
«Qui nessuno sta scappando», ribattono Daniele Licheri, e Guglielmo Ferri di Si, con Massimo Berardinelli e Francesco D'Agresta, coordinatori Mdp Pescara. «È da ottobre che facciamo richieste politiche. La maggioranza sapeva benissimo cosa eravamo disposti a fare in caso di mancato accordo. Il Pd ha preferito delegittimare sindaco e mettere a repentaglio la maggioranza, pur di non affrontare la questione della presidenza della Linda. Sul tavolo erano presenti altre richieste ma il senso di responsabilità ha portato Si e Mdp a concentrare le energie sulla Linda e i suoi lavoratori. Non a caso» chiosano Sinistra italia e LeU, «sono in stato di agitazione e la Cgil chiede un tavolo davanti al prefetto per risolvere questioni importantissime come orari di lavoro, attrezzature e mezzi vetusti. Le riunioni a cui abbiamo partecipato hanno mostrato un Pd miope e poco democratico, indisponibile al confronto e disposto a sacrificare il sindaco, al quale va la nostra piena solidarietà, e la maggioranza pur di garantire equilibri interni e posti di potere. Stupisce che per il Pd, perseguire legalità, rispetto della legge e tutela dei lavoratori siano "sterili motivazioni"».

