Siringhe tra i giochi del Florida: l’altra faccia del degrado in centro

I commercianti protestano in strada e chiedono un consiglio comunale in piazza Salotto Segnalano telecamere non funzionanti, fili scoperti sui pali, cordoli e marciapiedi distrutti
PESCARA. Chiedono «un consiglio comunale in piazza Salotto». Ma, subito, un incontro con l’assessore alla Polizia municipale Gianni Teodoro. Due iniziative per spiegare agli amministratori «il degrado del centro cittadino che andiamo segnalando, inascoltati, da anni».
Dopo lo stupro del terminal, sono scossi i 120 imprenditori del centro commerciale naturale, aderenti all’associazione ViviamoPescara fondata due anni fa da Marina Dolci, titolare di Dolci sport in via Roma.
ACCATTONAGGIO. Sentono «il bisogno di portare la nostra testimonianza dopo il fatto di violenza accaduto nella città in cui lavoriamo. Da anni segnaliamo alle commissioni comunali l’accattonaggio e la scarsa sicurezza nell’area di risulta». Sulla base delle loro denunce «l’ex vice sindaco Enzo Del Vecchio ci venne incontro aumentando i punti luce e istituendo un servizio di controllo dei vigili urbani. Ma durò poco. Oggi, in altri giardini, quelli del Florida, le siringhe usate fanno capolino da dietro le panchine accanto al parco giochi». Ieri mattina, un gruppo di commercianti in rappresentanza degli altri, è tornato all’attacco dopo la brutale vicenda della stazione che ha di nuovo catapultato Pescara sulle cronache nazionali.
Marina Dolci, Barbara Cazzaniga ( gioiellerie omonime), Christian Santilli (Mille e una cialda), Marco Canale (Maya abbigliamento) e Pino Tollin (Montaliani) sono usciti dai negozi e ci hanno fatto fare un giro turistico in altri luoghi del degrado, quelli del salotto buono, a pochi passi dal terminal bus dove ogni giorno approdano centinaia di passeggeri.
Il tour del Centro, insieme ai negozianti è partito alle 11 proprio da piazza della Rinascita.
«Qui le telecamere non sono mai entrate in funzione, neppure nelle vie limitrofe», attaccano, «dopo mezzanotte questo posto diventa il Bronx con tanta gente che gira alticcia».
Intanto, tre volanti della polizia e una pattuglia della polizia municipale si materializzano lungo corso Umberto.
FILI SCOPERTI. «Sui lampioni di piazza Salotto», fanno notare i negozianti, «accanto ai fili scoperti sono attaccati i posacenere, alla fontanella gli extracomunitari si fanno la doccia col sapone e in quella di corso Vittorio ci lavano anche i panni. Possiamo adornare la piazza con qualche vaso di fiore e rinverdire le palme spente e rinsecchite?» chiedono.
Chiuso il Caffè Venezia per sfratto, nel giugno scorso, dalla parte di viale Regina Margherita, «rimangono sul marciapiede gli scheletri dei gazebo, ricettacolo di immondizia e riparo dei senzatetto, che il Comune aveva promesso di smantellare”. Sulle vetrate c’è un ombrello e un cucchiaio abbandonati. Lungo i marciapiedi, un enorme tappeto lercio.
Allo stesso indirizzo dove un tempo sorgeva la biblioteca Di Giampaolo, «nascerà una pinacoteca», secondo i commercianti. Su via Mazzini, pedoni e biciclette fanno la gimkana tra pozze di urina.
LA PUZZA. «La colpa di questo puzzo sulle strade», sentenziano i negozianti, «è anche di taluni nostri concittadini non propriamente educati».
Girato l’angolo, su via Regina Elena, nelle vicinanze di bar e ristoranti, mamme e bimbi percorrono i marciapiedi sgarrupati. I cordoli di cemento intorno agli alberi sono completamenti spaccati, triturati, tenuti insieme da fili di ferro. E, all’angolo di strada, una donna chiede l’elemosina seduta accanto a uno di questi alberi. Accade tutto in pieno centro, nelle strade della movida. In direzione del parco Florida, i marciapiedi sono percorsi ad alto rischio. C’è un tronco d’albero completamente aperto. «Chiunque può caderci dentro e rimanere infilzato allo spuntone» fa notare il gruppo di ViviamoPescara.
I CLOCHARD. Poco più in là, sempre sul marciapiede, è adagiata una centralina con i fili scoperti. Durante il tragitto, i commercianti rivelano un’altra novità: «Molti di noi sono stati multati dal Comune con cartelle da 180 euro solo perché i cartoni utilizzati dai clochard come giacigli, sono stati trovati in giro con i loghi delle nostre attività». Al Florida park, nell’area pubblica, il gruppo di negozianti-detective va a caccia di siringhe accanto al parco giochi. Dietro le panchine trovano gli aghi. Poco più in là, in sequenza, una forchetta distesa sull’erba, i pezzi di una panchina di legno sono tenuti insieme da fili naturali, per non parlare di chi «urina all’aperto non curanti dei passanti». Il tour dei commercianti si conclude con le richieste di incontro con gli amministratori e vigilanza continua.

