Slalom tra escrementi animali e cicche L’ira dei balneatori

Straccini (Le Naiadi): «Penso che vieterò il fumo in spiaggia Ci tocca pulire i bisogni dei cani liberati dai padroni all’alba»
PESCARA. «Sto pensando di introdurre in spiaggia il divieto di fumo perché nessuno usa i 200 posaceneri posizionati sotto gli ombrelloni. Le cicche sono tutte infilate nella sabbia, i bambini le pestano e si bruciano i piedi». Lo dice scherzando, ma non troppo, Gabriele Straccini, titolare dello stabilimento Le Naiadi, al confine tra Pescara e Montesilvano.
La questione dei posaceneri è seria, così come l’avanzata dei cani di proprietà sguinzagliati dai padroni all’alba di ogni mattino sulle aree riservate della concessione dove, per questioni di spazio, non sono previste aree per lo sgambettamento: «Gli animali, almeno una trentina, anche cani lupo di grossa stazza, lasciano escrementi dappertutto e a noi tocca pulire. Mentre i padroni, prima si guardano intorno per capire se sono osservati e poi gettano le cacche in direzione dei pennelli di scogliera», lamenta il balneatore pescarese. Che sulla abitudine della clientela di occupare la battigia con sdraio e lettini, precisa: «Noi avvertiamo sempre che si rischiano multe». E, ovviamente, ad un cliente che non rispetti i divieti imposti dalle ordinanze, della Regione e della Guardia Costiera, esposte (ma che nessuno legge) nelle bacheche degli stabilimenti balneari, bisogna dire con cautela e gentilezza che basta spostarsi un pochino più in là. Compito ingrato e non facile per i padroni di casa.
«E’ così - conferma Giancarlo Lanaro, titolare de La Zattera, lido di Portanuova molto conosciuto per le frequentazioni vip - non è facile dire a un cliente: “spostati perché non stai rispettando un divieto”. E’ una situazione comprensibilmente antipatica sia per noi che per i bagnanti e turisti. I nostri bagnini sono bravi e diplomatici ma non possiamo passare il tempo a richiamare le persone che si stanno godendo la vacanza. La burocrazia complica la vita dei balneatori e della clientela. Pensi che una ordinanza comunale chiede ai concessionari di vigilare sui cartelli dei divieti di balneazione, ma che facciamo i guardiani dei cartelli, noi? Sono stato in vacanza a Miami in Florida e non dimenticherò mai la perfetta organizzazione delle spiagge». Esclusa, almeno per il momento, sulle spiagge pescaresi, la possibilità di aprire gli stabilimenti nei periodi invernali per consentire al pubblico l’accesso al servizio di elioterapia, l’esposizione al sole a scopo terapeutico. «Il mare d’inverno? Se ci fossero i turisti per l’elioterapia, volentieri daremmo spazio anche a questo servizio, anche se la burocrazia ci imporrebbe troppi paletti infrastrutturali. Ma per portare i turisti sul mare, la politica dovrebbe far funzionare i collegamenti aerei, portuali, su gomma e su ruota con buone campagne informative - commenta amaro Domenico Pagliari, titolare del lido Apollo che quest’anno ha ricominciato la stagione turistica con l’installazione sul mare di una mega piscina lunga 25 metri, per adulti e piccini, dove prossimamente si terranno corsi premaman in acqua. Ma in piscina, che comunque trascina nello stabilimento «un 20 percento di clientela in più, e non deve sostituirsi al mare, non si faranno feste né di giorno né di sera per tenere l’igiene sempre ai massimi livelli».
Il titolare di Apollo (ingresso consentito agli animali) lancia un appello, cortese ma fermo, ai cittadini: «Per favore, non parcheggiate le biciclette sulle aiuole. Non è decoroso e rischiate le multe». Gli stabilimenti Sabbia d’Oro e Canarie, situati a Pescara sud, sono citati nell’ordinanza della Guardia Costiera perché il limite delle acque destinate alla balneazione è ridotto da 300 a 200 metri per via della vicinanza con le rotte di atterraggio e partenza dei mezzi nautici ormeggiati al porto turistico Marina di Pescara. «Ci sono tante leggine, ma anche divieti giusti come quello di non tuffarsi dagli scogli», conclude Gianfranco De Felice, titolare del Sabbia d’oro. (c.co.)

