Slitta la sentenza sull’omicidio di Jennifer

22 Aprile 2021

Secondo rinvio in un mese: la Corte d’Assise d’appello di Perugia non ha ancora tutti i documenti

PESCARA. Secondo rinvio – nel giro di un mese – dell’appello bis per stabilire la pena da infliggere all’assassino di Jennifer Sterlecchini, la ragazza uccisa con 17 coltellate il 2 dicembre 2016, dall’ex fidanzato Davide Troilo. Il motivo alla base del nuovo rinvio, disposto ieri dalla Corte d’Assise d’appello di Perugia, è lo stesso di un mese fa: mancano dei documenti che non sono stati ancora trasmessi ai giudici umbri dalla Corte d’Assise d’appello dell’Aquila. L’imputato il 24 gennaio del 2108 era stato condannato, tramite rito abbreviato, dal gup del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, a 30 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Condanna poi confermata, il 14 marzo 2019, dai giudici aquilani. Successivamente il difensore di Troilo, l’avvocato Giancarlo De Marco, era ricorso in Cassazione, puntando a far cadere l’aggravante dei futili motivi e, quindi, ad ottenere una riduzione della pena. Il 18 settembre 2020 la Suprema Corte aveva poi annullato con rinvio la sentenza di condanna a carico dell’omicida perché l’aggravante dei futili motivi non sarebbe stata ben definita. L’ultima parola tocca ora ai giudici di Perugia: senza i futili motivi la condanna potrebbe essere quasi dimezzata. Il massimo della pena prevista per l’omicidio non aggravato è 24 anni di reclusione: ridotto di un terzo per effetto del rito abbreviato, si arriva a 16 anni. Con il riconoscimento dell’aggravante invece Troilo dovrà scontare 30 anni di carcere.
C’è attesa tra i familiari della vittima – parte civile nel processo e rappresentati dall’avvocato Rossella Gasbarri – per la decisione dei giudici umbri: la madre di Jennifer, Fabiola Bacci, il giorno prima dell’udienza ha affidato a Facebook i suoi sentimenti, in attesa del verdetto di ieri che poi non c’è stato. «Lui ha deciso che dovevi morire con 17 coltellate, mai più potrò rivederti, mi rimangono solo i ricordi che mi lacerano ogni giorno di più. Spero in una giustizia, lo spero». Tanti i messaggi di sostegno apparsi sulla bacheca Facebook di Fabiola: tra questi anche un pensiero di Vera Squatrito, la mamma di Giordana Di Stefano uccisa a 20 anni dall’ex con 48 coltellate nel 2015 a Nicolosi, in provincia di Catania. «Sono con te mia dolce amica ergastolana del dolore come me. Forza e coraggio. Ti voglio bene».