Smog alle stelle in tutta la città L’Arta: «È colpa della sabbia»

Il 24 e 25 aprile scorsi i valori delle micropolveri hanno superato i limiti in tutte le zone monitorate L’Agenzia per l’ambiente: centraline in tilt per la polvere del Sahara trasportata dalla pioggia
PESCARA. Per due giorni le centraline che rilevano la qualità dell’aria in città hanno segnalato allarme rosso. Non solo a Pescara, ma anche a Montesilvano. I valori delle polveri sottili, chiamate in gergo tecnico Pm10, sono schizzati alle stelle. I giorni sono quelli di mercoledì 24 e giovedì 25 aprile.
Si tratta di un fenomeno anomalo in questa stagione, perché le caldaie domestiche, considerate la prima fonte di produzione delle polveri sottili, sono state spente definitivamente il 23 aprile scorso. I tecnici dell’Arta attribuiscono il fenomeno all’ondata di maltempo che ha colpito anche Pescara in quei giorni. A loro dire, il forte vento avrebbe trasportato addirittura la sabbia del Sahara sull’Italia facendola poi cadere a terra con la pioggia. Quella polvere avrebbe mandato in tilt le centraline di rilevamento della qualità dell’aria creando un aumento improvviso dei livelli del Pm10.
Fatto sta che Pescara aveva già riscontrato un aumento dell’inquinamento nei giorni precedenti al 24 e 25 aprile. Nella settimana che va dal 16 al 21 aprile, era stato l’ozono misurato nella media mobile di otto ore giornaliere a far scattare l’allarme. I valori di questo inquinante avevano superato il valore obiettivo per la protezione della salute umana per ben cinque giorni.
Ora, invece, il problema si è spostato sulle polveri sottili. Il Pm10, tra l’altro, non aveva più superato i limiti da febbraio scorso.
Qualche avvisaglia di un aumento dei valori si è avuta già lunedì 22 aprile, il giorno di Pasquetta, quando la centralina di via Sacco ha fatto registrare 36 microgrammi per metro cubo, contro il limite di 50 fissato dalla legge per la sicurezza della popolazione. Valori piuttosto alti sono stati rilevati anche il giorno successivo, il 23 aprile.
Poi, il 24 e 25, c’è stata un’impennata improvvisa. Mercoledì 24, la centralina posizionata nelle vicinanze del teatro D’Annunzio ha indicato ben 61 microgrammi per metro cubo di Pm10, il valore più alto riscontrato in quelle 48 ore. Nella periferica via Sacco, nel cuore di Villa del Fuoco, sono stati toccati i 60 microgrammi, mentre in via Firenze il valore si è fermato a 57. A Montesilvano le polveri sottili sono arrivate a 53 microgrammi. La situazione non è migliorata di molto il giorno successivo, il 25 aprile.
Nella zona del teatro D’Annunzio, sulla riviera sud, sono stati rivelati 56 microgrammi per metro cubo; in via Sacco, 57; in via Firenze, 58. Ha superato i limiti anche Montesilvano con 51 microgrammi.
In compenso, in quei giorni i livelli dell’ozono si sono manutenuti nella norma, anche se il 25 aprile, in via Sacco, questo inquinante ha quasi sfiorato il limite: 107 microgrammi per metro cubo, contro il valore obiettivo fissato a 120.
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