«So chi ha aggredito il mio collega La coltellata era destinata a me»

7 Giugno 2022

Parla l’addetto alla sicurezza che nella notte tra sabato e domenica non ha fatto entrare due giovani «C’è stato uno scambio di persona, sono addolorato: li ho mandati via io, erano troppo agitati»

PESCARA. «Quella coltellata era destinata a me. Sono molto molto dispiaciuto per il mio collega e carissimo amico, che è rimasto ferito al posto mio. Sono sicuro che si è trattato di uno scambio di persona, quel ragazzo voleva colpire me perché non l'ho fatto entrare nel locale. Sono addolorato e arrabbiato». Parla e si sfoga M.F. l’addetto alla sicurezza della società pescarese City Pol che domenica notte, intorno all’una e trenta, ha bloccato e respinto due giovani di 23 e 24 anni, uno di San Donato e l'altro di Montesilvano, che si erano posizionati all’ingresso di un lido della riviera nord dove era in corso una serata musicale. «Quei due ragazzi erano in fila per entrare, li conosco bene, li ho mandati via anche da altri posti perché non si comportano correttamente» racconta il responsabile della security, di origine senegalese, «c’era molta gente, ho detto loro: non potete entrare. Erano agitati, alterati, visibilmente nervosi, volevano sapere perché li stavo cacciando. Li ho allontanati dalla fila e molto gentilmente li ho di nuovo invitati ad andarsene. Uno dei due teneva le mani dentro un marsupio, ho capito che stringeva un’arma, che però non ho visto, non posso dire se fosse un coltello o un cacciavite, mi sono messo in allarme: dovevo proteggere le altre persone presenti». Pochi minuti dopo i due giovani se ne vanno, ma pensando di non essere visti, fanno un secondo tentativo per rientrare nel locale e ci provano con un altro collega, che si trovava poco distante.
«Da lontano vedo la scena, mi avvicino e ancora una volta li sollecito ad andare via», riferisce M.F che li ha immediatamente raggiunti. I due ragazzi si girano e si mettono a parlottare tra loro e con altre persone, nelle vicinanze del lido Pepito beach. All'improvviso, intorno alle 3, quando la musica del locale si spegne e gli avventori cominciano ad andare via, si consuma quella che poteva diventare una tragedia. L’addetto alla sicurezza senegalese, 51enne di Silvi, viene colpito al collo, alla schiena e al fianco destro, con un oggetto appuntito.
È la stessa vittima a raccontare l'accaduto: «Stavo andando in macchina a prendere le gomme da masticare. Uno dei due mi ha seguito, mi ha accoltellato ed è scappato. Non ho visto chi fosse, sentivo solo il sangue colare e ho chiesto aiuto. Mi sono spaventato, non mi è mai successa una cosa simile in tanti anni di lavoro». Riprende il racconto il collega M.F.: «Quando ho visto il mio amico tutto insanguinato sono corso ad allertare una volante della polizia che pattugliava la zona. Poi mi sono diretto, correndo, verso la pineta. Ma nel buio è stato impossibile rintracciarli. Ho raccontato tutto alla polizia, mi sento in colpa e in debito perché di sicuro volevano colpire me. Il mio amico e io ci assomigliamo e domenica notte indossavamo la stessa maglia nera».
Nel frattempo il 51enne è stato soccorso, condotto in ospedale con una ambulanza del 118 per essere sottoposto alle cure del caso. È stato dimesso ieri in tarda mattinata. E ora gli addetti alla sicurezza stanno per proclamare uno stato di agitazione: «Provo molta rabbia per quanto è successo», dice M.F., «non usiamo armi e se ci denunciano ci ritirano il tesserino. La nostra categoria non è abbastanza protetta, andremo dal prefetto per chiedere riconoscimenti e tutele per la nostra professione. Ci fermeremo per tre giorni in segno di protesta».