Socialisti in campo per le regionali del 2024

D’Ambrosio: «Vogliamo far tornare all’Emiciclo un nostro rappresentante. Pronto a ricandidarmi»
PESCARA. Il Partito socialista è pronto. Rinnovando la propria classe dirigente, il partito guidato dal segretario regionale Giorgio D’Ambrosio, guarda con grande slancio agli appuntamenti elettorali del 2024 che vanno ben oltre «il voto in 98 comuni e per il Consiglio regionale», visto che «ci potrebbero essere anche le elezioni provinciali, oltre alle europee». A queste scadenze «ci dobbiamo presentare con la consapevolezza di poter incidere», dice proprio D’Ambrosio, affiancato dal segretario nazionale Enzo Maraio. «Ci sono le condizioni per crescere e per arrivare a un dato significativo», annuncia D’Ambrosio che punta alla creazione di «un’ampia coalizione, con la partecipazione di tutti quelli che sono oggi in minoranza, in Regione. Ciò che vogliamo è cambiare questo governo che poco o nulla ha lasciato all'Abruzzo» ma è importante «superare i veti e le ambizioni personali: il miglior candidato presidente», avverte, «è quello che piace alla gente e non alla classe dirigente di partito. E ci si deve allargare alle liste civiche, che possono essere un valore aggiunto». C’è ottimismo, da parte del segretario abruzzese. «Ce la possiamo giocare e possiamo anche vincere», dice ancora con la speranza che si «affinino i piccoli mugugni» ma sa già che «scegliere il candidato presidente non sarà semplice. Meglio non ricandidare chi è stato già sconfitto, serve gente fresca». Pensando alle sorti del partito, i socialisti sono «disponibili a creare una nostra lista nella coalizione oppure a creare un polo riformista, che potrebbe intercettare più consensi». Che sia l’una o l’altra ipotesi, «vogliamo tornare a palazzo dell'Emiciclo con un nostro rappresentante», e D’Ambrosio non esclude la propria candidatura, «se me lo chiederanno».
A proposito di liste, «non c’è nulla di più sbagliato di una nostra collaborazione o cooperazione o cooptazione nelle liste del Pd per le Europee», dice Maraio. «Custodiamo gelosamente la nostra autonomia e riteniamo che si debba creare un dialogo partendo dal confronto sui temi per arrivare a una piattaforma che ci faccia tornare ad essere credibili con l’elettorato. Poi verranno i nomi, le coalizioni e i perimetri delle alleanze». «Dobbiamo credere», commenta Nicola Primavera, «che possiamo dare un grande contributo di merito, in un momento difficile per la nostra regione: abbiamo un grande ruolo e vogliamo giocarlo fino in fondo». (f.bu.)

