Soddisfatti solo a metà, i balneatori rilanciano: aperti tutto settembre

Pesce, rappresentante della categoria: «Ci hanno salvato gli stranieri» Cioffi: «Decisiva l’offerta serale». Rocco: pesa la carenza di posti letto
FRANCAVILLA. Una flessione nel numero delle presenze, riduzione della capacità di spesa e la carenza di strutture alberghiere. La stagione che volge al termine non sembra aver scaldato i cuori dei balneatori francavillesi anche se, come da alcuni di loro rilevato, il calo si ripercuote solo in parte sul fatturato, che talvolta regge. E poi l’intenzione di andare avanti, almeno per qualche altra settimana, garantendo i servizi spiaggia, bar e ristorazione, sperando anche nel meteo. Questo è il quadro che emerge dall’estate 2024, dopo il primo pieno week-end di settembre che ha portato gente a riempire spiagge e ristoranti degli stabilimenti.
«Personalmente devo dire che le cose non sono andate male», spiega Luciano Pesce, titolare di Blumarine e rappresentante della categoria. «Allo stesso tempo, parlando con fornitori e addetti ai lavori, emerge un calo dei numeri che può essere calcolato tra il 20 e il 30 per cento», prosegue.
«In spiaggia si è vista meno gente rispetto agli anni passati, credo anche a causa del forte caldo che ha caratterizzato una parte della stagione, come ad esempio quella a cavallo tra luglio e agosto. Allo stesso modo però, ci sono state diverse presenze straniere: tedeschi soprattutto, arrivati probabilmente anche grazie al passaparola. Anche in questi giorni si continuano a vedere». E aggiunge: «L’idea è quella di rimanere aperti ancora un po’, con tutti i servizi: spiaggia, ristorazione e salvataggio. Qualcuno ha iniziato a smontare, ma sono pochi. Anche se in settimana praticamente la spiaggia è vuota».
Sulla mancanza di strutture ricettive punta il dito Alessandro Rocco del Drago Verde: «Fino allo scorso anno c’era il Park Hotel con 50 camere. È chiaro che la sua chiusura incide sul calo di presenze. Come numeri direi tra il 10 e il 20 per cento in meno. Mancano i turisti da fuori. Anche la sera le cose non sono andate come in passato: se prima si lavorava anche fino alle 2 di notte, con clienti di passaggio che si fermavano anche solo per un drink, adesso finita la cena, per mezzanotte si chiude. Questo però è un problema denunciato un po’ su tutta la costa abruzzese, non solo a Francavilla». Quindi chiude: «Rimaniamo aperti almeno fino a fine mese con metà delle palme disponibili e tutti i servizi, compresa la piscina. Poi in inverno resta operativo solo il ristorante». Pensiero analogo è quello di Mauro Cioffi del Lido Bianco, che in estate ha sollevato il problema dell’orario legato all’intrattenimento serale: «Meno presenze in spiaggia, ma sono riuscito a lavorare grazie all’offerta serale, che va dall'aperitivo alla cena, con intrattenimento musicale. Dopo i verbali dei vigili urbani di fine luglio e la polemica con l’amministrazione, ad agosto non ci sono stati altri problemi. Abbiamo lavorato, riuscendo a chiudere più o meno in linea con l’anno scorso». Ma aggiunge: «Purtroppo, rispetto agli altri anni abbiamo dovuto fare i conti con un minor afflusso di turisti e una riduzione della capacità di spesa. La sera, sul lungomare della zona nord, dove lavoro, c’era meno gente. Ma anche nella zona centrale della Sirena la musica non è stata troppo diversa. Vedremo cosa accadrà anche con la Bolkestein, ma se saremo qui ancora per tre anni, come si dice, già dal prossimo abbiamo in mente qualcosa di assolutamente nuovo».

