Soget: riscuotiamo i crediti senza fare sconti a nessuno

12 Marzo 2015

L’inchiesta sui 36 milioni di euro vantati dal Comune, la società di via Venezia si difende dalle accuse: «Tutti vengono trattati alla stessa maniera»

PESCARA. «Ogni giorno riscuotiamo quote di inesigibilità alla stessa maniera e secondo una serie di norme e procedure che non possono neanche essere interpretate. Non ragioniamo per convenienza, non facciamo sconti ma operiamo solo secondo le norme». La società di riscossione Soget, perquisita martedì scorso in seguito all’inchiesta sui 36 milioni di euro di crediti inesigibili del Comune, spiega cosa sono quei crediti, ne riduce l’effettiva inesigibilità chiarendo, come dice la società di riscossione dei tributi per conto del Comune, «che mai nessuno ha dichiarato che quei 36 milioni fossero inesigibili ma, secondo la normativa, per quei crediti per cui la riscuotibilità è dubbia è stata presentata una comunicazione, anzi un’informativa di inesigibilità che non preclude azioni di recupero». Una situazione «dinamica», la definisce la società, quella che riguarda quei 36 milioni di euro finiti sul tavolo del pm Gennaro Varone per cui la Soget precisa, intanto, che «si riscuote per tutti alla stessa maniera» e che, poi, quei soldi non sono perduti, non sono stati dichiarati definitivamente inesigibili ma ogni giorno si riscuote qualcosa anche se la Soget non è in grado di dire quanto sarà salvato di quei milioni e quanto sarà perso. Nel frattempo, su quella cifra enorme che darebbe una boccata d’ossigeno alla casse comunali all’ombra del dissesto, stanno lavorando gli investigatori, la Forestale e la Squadra Mobile, che hanno sequestrato una trentina di faldoni che inizieranno a spulciare per capire l’effettiva inesigibilità dei crediti e se, come ha ipotizzato il pm, c’è un’ipotesi di truffa: il reato di cui è accusato il direttore della Soget Gaetano Monaco assistito dall’avvocato Sergio Della Rocca. Monaco è finito sul registro degli indagati «per aver avallato», come recita il capo d’imputazione, «pretestuose dichiarazioni di inesigibilità del credito presentate dal Comune di Pescara con conseguente ingiusto profitto patrimoniale per la Soget e danno per il Comune». Un’accusa ancora tutta da provare tenendo presente, come spiegano dalla società che ha sede in via Venezia, che il direttore Monaco è il procuratore della società che sì, ha firmato gli atti, ma non può essere a conoscenza né può essere responsabile di tutto quello che viene fatto nei vari reparti. Sarà comunque la sua difesa a valutare come muoversi mentre, intanto, la Soget ricorda quali sono i casi in cui i crediti sono difficilmente esigibili. «Noi rispettiamo tutte le procedure per riscuotere ma, nella comunicazione informale di inesigibilità, i casi più frequenti sono quelli relativi ad aziende fallite o a soggetti deceduti», i cui crediti è molto difficile che saranno riscossi. Eppure, la Soget, come prosegue, spiega anche che i tempi di riscossione – sempre secondo le norme – sono molto ampi, addirittura fino al 2031 e che si procederà partendo dai crediti più recenti, ovvero quelli più facili da riscuotere: iniziando così dall’anno 2014 e andando a ritroso. C’è un’ipotesi di truffa? Secondo la società no, anche perché, come ripete, i crediti vengono riscossi in base alle norme alla stessa maniera per tutti i contribuenti.

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