Soldi in più alla fine del mese per chi rinuncia alla pensione

25 Maggio 2023

L’incentivo per chi resta al lavoro, pur avendo maturato i requisiti per accedere a “Quota 103” Va richiesto all’Inps e spetta dal primo mese successivo alla domanda. Ma non è in vigore per i 67enni

L'AQUILA . Soldi in più, in busta paga, per chi decide di restare al lavoro, pur avendo maturato i requisiti per accedere a Quota 103. L'incentivo, da richiedere all'Inps, ha la stessa decorrenza della pensione anticipata e riguarda i dipendenti del pubblico impiego e delle aziende private che hanno raggiunto 62 anni di età e 41 di contributi e decidono di non optare per Quota 103. In questo caso, possono decidere di rinunciare a versare i contributi a proprio carico, ricevendo sullo stipendio la somma corrispondente. L'incentivo spetta dal primo mese successivo alla domanda e, comunque, a partire dalla prima decorrenza utile secondo i requisiti della pensione anticipata.
AUMENTO DELLO STIPENDIO. Con il taglio del cuneo fiscale per il 2023, una parte dei contributi a carico del lavoratore finisce già in busta paga.
Per la precisione, dal 1° gennaio scorso e fino al 30 giugno prossimo, i lavoratori dipendenti con reddito fino a 25mila euro hanno un taglio di tre punti sul cuneo fiscale, da 25mila a 35mila euro un taglio di due punti che salirà, dal mese di luglio, di quattro punti: rispettivamente al 6% e al 7%.
Questi contributi non vengono versati all'Inps, ma vanno direttamente nella busta paga del lavoratore. Se il dipendente a cui è stato applicato il taglio del cuneo fiscale concesso dal Governo sceglie di usufruire anche dell'incentivo per restare al lavoro, in busta paga saranno inseriti anche i restanti contributi.
ESEMPI DI CALCOLO. I lavoratori dipendenti con reddito fino a 25mila euro, fino al 30 giugno hanno un taglio del cuneo fiscale di tre punti.
I contributi pieni a carico di questi lavoratori sono pari al 9,16%, quindi con il taglio avranno già un esonero pari al 3,19% fino al 30 giugno, che sale al 7,19% da luglio a dicembre prossimo. L'incentivo a restare al lavoro porterà in busta paga anche il restante 6,19% fino a giugno e il 2,19% da luglio a dicembre. Per i dipendenti con reddito da 25mila a 35mila euro, invece la quota di contributi in busta paga, se usufruiscono dell'incentivo alternativo a Quota 103, sarà pari al 7,19% fino a giugno prossimo e al 3,9% dal 1° luglio fino a fine anno.
COME OTTENERLO. L'incentivo non è più utilizzabile nel momento in cui il lavoratore matura il diritto alla pensione di vecchiaia, anche se continua a lavorare. E viene meno se il lavoratore va in pensione anticipata o, comunque, al conseguimento di una qualsiasi pensione diretta. Se, invece, il dipendente prende una pensione di reversibilità può continuare a utilizzare l'incentivo. Per i dettagli sulle modalità di presentazione della domanda bisogna attendere le indicazioni tecniche dell'Inps. Intanto, è stata resa nota la procedura generale che prevede la domanda da presentare all'Inps per chi ha i requisiti per accedere a Quota 103 ma resta al lavoro. Come secondo passaggio l'Istituto previdenziale certifica il diritto e lo comunica al datore di lavoro entro 30 giorni dalla domanda. Da questo momento, il datore di lavoro applica l'incentivo e versa i contributi a carico del lavoratore in busta paga, procedendo anche al recupero di quanto eventualmente già versato.
A fronte della richiesta, il beneficio viene applicato a tutti i rapporti di lavoro, in essere e successivi. Pertanto, se il dipendente cambia posto di lavoro continuerà automaticamente ad usufruirne.
In sostanza, se il dipendente cambia datore di lavoro, sarà sempre l'Inps a comunicare l'applicazione dell'incentivo alla nuova azienda. L'opzione alla rinuncia dei contributi può essere esercitata una sola volta ed è revocabile. In quest'ultimo caso, il datore di lavoro riprende a versare i contributi dal primo mese di paga successivo alla revoca.
QUOTA 103. È la pensione anticipata flessibile che ha sostituito Quota 102. È stata introdotta in via sperimentale per quest'anno e prevede che possano accedervi i lavoratori con un'anzianità contributiva minima di 41 anni e un'età anagrafica di almeno 62 anni, la cui somma dà il valore 103.
I destinatari della misura di anticipo pensionistico sono tutti i lavoratori del settore pubblico e privato, compresi i lavoratori autonomi e gli iscritti alla gestione separata Inps. Quota 103 non trova, invece, applicazione nei confronti del personale militare delle forze armate, delle forze di polizia e polizia penitenziaria, dei vigili del fuoco e della guardia di finanza. Non possono usufruirne neppure i liberi professionisti iscritti alle rispettive Casse previdenziali.
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