Solo tre donne su 31 sindaci: Di Pietro, Casciotti, Perozzi

17 Maggio 2023

Stendono i rivali a Civitella del Tronto e Alba, corsa solitaria a Castellafiume «Siamo ancora in poche alla guida dei Comuni, ma la politica ha bisogno di noi»

Va bene che è il numero perfetto. Ma tre donne su 31 nuovi sindaci eletti nei comuni abruzzesi dell’ultima tornata amministrativa sono un dato che fa riflettere. Poco sotto il 10%. Dalle veterane Antonietta Casciotti di Alba Adriatica (al quarto mandato anche se non consecutivo) a Cristina Di Pietro di Civitella del Tronto (alla terza elezione di fila), passando per Giuseppina Perozzi di Castellafiume, che per centrare il secondo mandato ha dovuto sfidare soltanto il quorum, essendosi presentata alla guida dell’unica lista in corsa nel suo comune. Sindache o sindaci, professioniste o pensionate, le neo-elette si raccontano tra emozioni e voglia di riaffermare diritti e pari opportunità.
di pietro e sant’ubaldo
La vittoria elettorale di Cristina Di Pietro, avvocato, che si è imposta col 70,30% sullo sfidante Andrea Sbranchella (29,70%), ha coinciso con la festa di Sant’Ubaldo, patrono di Civitella del Tronto, celebrata ieri. Arrestare lo spopolamento, affrontare le urgenze del post-terremoto e del dissesto idrogeologico. Queste le priorità...terrene. «Il giorno dopo la vittoria», afferma Di Pietro, «la sensazione che si prova è bellissima perché si raccolgono i risultati di un lavoro intenso. Non mi aspettavo un’affermazione così importante. La considero un premio alla buona amministrazione. Cosa farò da domani? Proseguiremo con la procedura di delocalizzazione di Ponzano e poi controlleremo il dissesto di Borrano. Quindi i tanti progetti: impianti sportivi, edilizia scolastica, Pnrr. C’è un dialogo costante con gli enti sovraordinati a prescindere dal colore politico. Le problematiche sono tante, le risorse poche. Sulla viabilità servono più fondi da parte della Provincia e dello Stato. Le donne in politica? Fanno tanto, e bene. L’agire concreto ci porta a raggiungere ottimi risultati, ma c’è ancora tanto da lavorare per una piena parità. Non che vi sia ostilità, in politica, da parte del mondo maschile. Ma ci vuole coraggio, per una donna che continua a essere mamma, moglie e professionista, nel mettere insieme tutti questi mondi, farli funzionare e, allo stesso tempo, svolgere bene il ruolo dell’amministrare».
qui palazzo chigi
Per 30 anni nei gangli della presidenza del Consiglio (come responsabile di settore e capo dipartimento di Palazzo Chigi), Giuseppina Perozzi ora si dedica alla cura di Castellafiume, il suo paese. È al secondo mandato. «Voglio completare il lavoro avviato», annuncia dopo la percentuale bulgara del 100% (ha corso senza avversari), «perché anche Castellafiume sia inserito nel grande tema delle aree interne. Abbiamo un territorio fragile, interessato dal dissesto idrogeologico, dalle problematiche del fiume Liri e da quelle montane e delle aree protette: siamo a ridosso del Parco dei Simbruini. Lottiamo, come tutti i piccoli Comuni, per avere più risorse per garantire una corretta manutenzione del patrimonio pubblico, la dignità delle strutture scolastiche e ogni altra necessità per la comunità. In 5 anni si può pianificare, poi serve altro tempo per portare avanti i progetti. Mi dedico anima e corpo alla causa comune in quanto, da pensionata, faccio il sindaco a tempo pieno. La figura del primo cittadino di un piccolo centro viene sottovalutata. Eppure gli adempimenti sono tantissimi: i progetti vanno seguiti, i rapporti con gli altri enti mantenuti. Non c’è un attimo di tregua. Senza considerare, poi, che le donne hanno sempre più lavoro da portare avanti rispetto agli uomini. È un peccato che ci siano ancora poche donne sindaco».
quarto mandato
Candidata «senza tessera», di area centrosinistra, Antonietta Casciotti ha guidato il Comune di Alba Adriatica in due momenti diversi: dal 1995 al 2004 e dal 2018 a oggi. E oltre, visto che ha appena ottenuto la quarta riconferma (57,74% contro il 42,26% dello sfidante Massimo Marconi). «Quando ho iniziato la prima avventura amministrativa», rivela, «ero l’unica sindaco donna in Abruzzo. Ora molto è cambiato. Anche se le modalità di accesso alla politica continuano a essere favorevoli al mondo maschile. La donna che decide di impegnarsi per la collettività lo fa con maggiori responsabilità e oneri. Siamo di meno, negli ambienti politici, ma possiamo esprimere competenze e potenzialità in questo e in altri campi. Nel mio Comune molte donne hanno ruoli apicali, a prescindere dalle quote rosa di legge. Non dovrebbero esserci norme impositive su questo, come il paradosso della preferenza di genere. E se un elettore/elettrice volesse votare due donne?».
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