Sono 17.878 le firme abruzzesi

L’emergenza sicurezza è al centro del quarto quesito della Cgil
PESCARA. Tra i quattro referendum sul lavoro per cui la Cgil ha raccolto le firme nei mesi scorsi, uno riguarda proprio il tema della sicurezza. In particolare, infatti, il quarto quesito della campagna referendaria si propone di estendere la responsabilità anche alle imprese appaltatrici, ovvero committenti, dei danni causati da infortuni e malattie professionali a lavoratori e lavoratrici, anche se dipendenti di ditte in appalto oppure subappalto.
Delle 92mila firme ai banchetti del sindacato e online, complessivamente sono stati 17.878 le abruzzesi e gli abruzzesi, che hanno chiesto che questa materia arrivi ad essere oggetto di referendum. La normativa attuale prevede che le ditte appaltanti non abbiano responsabilità nei confronti di lavoratrici e lavoratori delle imprese in appalto e subappalto in caso di infortunio oppure malattie professionale.
L’abrogazione della norma quindi estenderebbe anche a salute e sicurezza, quanto già previsto negli appalti per le retribuzioni e gli oneri previdenziali, determinando una vera e completa responsabilità solidale del committente.
Nello specifico, in caso di vittoria del referendum, anche le ditte appaltanti (spesso economicamente più solide di quelle appaltatrici), potrebbero essere chiamate in causa per il risarcimento della differenza tra quanto liquidato dall’Inail e il danno realmente avuto dal lavoratore: il cosiddetto “danno differenziale”. (m.d.i.)

