«Sono rimasti pochi agenti per i controlli ordinari sulle strade»

14 Giugno 2016

Tamburro (Siulp) chiede una riorganizzazione dei servizi di polizia dopo l’emergenza per gli assalti ai portavalori

PESCARA. «La sicurezza dei cittadini si costruisce con la giusta riorganizzazione dei servizi e degli uffici di polizia. E il concetto vale anche per la sicurezza sulle strade». Lo ribadisce il Siulp, il sindacato di polizia guidato in Abruzzo da Paolo Tamburro, che da tempo denuncia il «continuo depauperamento degli uffici di polizia stradale in termini di risorse e personale» e chiede «una inversione di tendenza nelle politiche di gestione della pubblica sicurezza».

Come già fatto in passato, il Siulp contesta il fatto che sulle autostrade vengano «utilizzate pattuglie destinate alla viabilità ordinaria», perché quest'ultima «rimane sguarnita» e finisce per essere a rischio, tanto quanto l’autostrada, dove in pochissimo tempo si sono verificati due assalti a furgoni portavalori, l’ultimo in ordine di tempo in provincia di Teramo e quello precedente in provincia di Chieti, entrambi sul tratto abruzzese della A14. «È necessario, dice Tamburro, «programmare un potenziamento delle sezioni autostradali sul fronte delle risorse umane, per attivare controlli costanti tutto l’anno, non solo nel periodo degli esodi vacanzieri come ha fatto invece la nostra amministrazione». Soltanto seguendo questa indicazione, suggerisce il Siulp, si potranno garantire «prevenzione e sicurezza a chi viaggia sulle autostrade, divenute ormai terra di nessuno». La sensazione del Siulp è che, «trattandosi di un servizio autostradale in convenzione con una società privata, l’amministrazione sia più preoccupata di garantire questi accordi e la scorrevolezza del traffico piuttosto che la sicurezza dei fruitori e del personale della polizia».

I limiti di questa organizzazione sono emersi chiaramente in occasione dell’ultimo assalto al portavalori, tra i caselli di Mosciano e Val Vibrata, avvenuto la sera del primo giugno, quando è intervenuta «l’unica pattuglia disponibile della sottosezione di Pescara nord – Città Sant’Angelo» che poi è stata coadiuvata da «altro personale della polizia ma, operando in altri ambiti, va detto che si è esposto a rischi maggiori, non avendo ricevuto adeguata formazione professionale sulla viabilità e sugli interventi in autostrada».

È stata sottolineata, subito dopo la tentata rapina, la inadeguatezza delle armi in dotazione della polizia, contro i kalashnikov dei rapinatori, ma il problema» prosegue il rappresentante del Siulp, «non è la corsa agli armamenti della polizia ma «la riorganizzazione della forza in campo». Il caso sarà approfondito dal sindacato nel corso del prossimo direttivo regionale, il 21 giugno a Chieti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA