«Sono senza lavoro tanti titolari di bar e pizzerie»

Il direttore Caritas, don Marco Pagniello, traccia la mappa delle nuove povertà che complica la vita a numerose famiglie. Gli ultra 50enni sono i più in difficoltà
PESCARA. I nuovi poveri pescaresi sono gli imprenditori che chiudono bar e pizzerie e si rivolgono alla Caritas per avere un consiglio su come andare avanti o un aiuto concreto per sfamare le famiglie. Il direttore dell'ente assistenziale, don Marco Pagniello, lancia l'allarme sulle povertà che non ti aspetti: «La situazione si complica ogni giorno di più» commenta il parroco, sempre in trincea nei quartieri difficili, «da noi vengono famiglie che non arrivano mai a fine mese e gli over 50 ai quali il mondo lavorativo chiude le porte. Noi vogliamo aiutarli anche cercando loro un lavoro, ma ultimamente è un compito arduo persino trovare un posto da cameriere. Sono gli stessi titolari di bar e pizzerie che spesso chiudono le attività a causa della crisi e che si rivolgono a noi per cercare una soluzione».
Don Marco disegna uno scenario diverso, rispetto agli altri anni, nelle famiglie con anziani: «Fino a poco tempo fa» racconta, «c'era una richiesta altissima di badanti per assistere gli anziani. Oggi le cose sono cambiate, perché chi perde il lavoro resta a casa e si occupa del genitore o del disabile a carico. Per certi versi, la disoccupazione può essere un bene perché in questo modo non si trascurano gli affetti. Ciò che accade, invece, quando entrambi i capifamiglia lavorano». E se un tempo «le italiane non accettavano di fare le badanti o le donne delle pulizie, oggi non rifiutano più».
Lavora tutti i giorni a pieno ritmo la mensa di San Francesco diretta da Renato Paesano, che rivela: «Prepariamo tra gli 80 e i 90 pasti al giorno. I nostri ospiti, ultimamente, provengono anche dalla Puglia, Bari, Foggia e Brindisi. Sono padri di famiglia che hanno perso il lavoro nella loro terra e tentano la carta della fortuna a Pescara perché pensano che questa città possa offrire loro l'occasione della svolta. Ma non è così facile e, spesso, dopo pochi giorni di permanenza ripartono alla volta del Nord. Per un cinquantenne è difficile trovare una collocazione stabile. Uno di questi è un uomo che lavorava come riparatore di caldaie a Bari, la città dove ha lasciato moglie e tre figli dopo che la sua azienda ha chiuso i battenti».
La mensa di San Francesco, che si coordina con il lavoro delle signore vincenziane, è operativa da trent’anni: «Abbiamo cominciato con i poveri della stazione e, dal 1986, è un flusso ininterrotto di disperati. Qualcuno, come il geofisico nucleare Michel Janssens, ce l'ha fatta a ritrovare la propria dignità in una casa famiglia» chiude Paesano, che poi lancia l'allarme su un'altra «situazione pesantissima», quella degli accattoni romeni che sostano nelle vicinanze delle chiese per chiedere l'elemosina ai passanti.
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