Sono ventidue i nuovi contagiati Ma tutti scoperti nel Pescarese

7 Maggio 2020

L’esperto Fazii avverte: «È la provincia abruzzese con il maggior numero di malati e di asintomatici» Ma per la prima volta si registrano contemporaneamente zero casi nelle altre Asl. Aumentano i guariti

PESCARA. Ventidue i nuovi casi di coronavirus accertati in Abruzzo con i test più recenti. Fanno tutti riferimento alla Asl di Pescara. Per la prima volta dall'inizio dell'emergenza, nelle altre tre province si registrano zero contagi. Nel Pescarese, invece, la situazione resta critica: è la provincia più colpita del centro sud. «Continuiamo ad avere casi perché siamo il territorio con più malati e con più asintomatici, l'unica area metropolitana abruzzese, quindi con una maggiore circolazione di persone e, di conseguenza, anche del virus», spiega il virologo Paolo Fazii. Il totale dei pazienti affetti da Covid-19, in Abruzzo, sale a quota 3.047.
I DATI. I nuovi casi sono emersi dall'analisi di 1.400 tamponi: è risultato positivo l'1,6% dei campioni. Martedì i positivi erano stati 25 su un totale di 822 tamponi (3%). Con sei decessi più recenti, cinque dei quali relativi al Pescarese e uno ad Ortona, il bilancio delle vittime arriva a 341 morti. Continuano ad aumentare i guariti che sono 915 (+34 rispetto a martedì. Del totale dei pazienti, 285 (-4) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e undici (invariato) in terapia intensiva, mentre gli altri 1.495 (-14) sono in isolamento domiciliare.
IL CASO PESCARA. Nonostante l'ospedale non sia più in affanno come nella prima fase dell'emergenza, dal punto di vista dei contagi la situazione più delicata è quella della Asl di Pescara. «L'area pescarese», sottolinea il direttore del laboratorio della Asl del capoluogo adriatico, Paolo Fazii, «è un'area commerciale, zona di incontri. Pescara è la città più grande della regione, Montesilvano è la seconda, Città Sant'Angelo e Spoltore sono grandi. Inevitabilmente il virus ha circolato di più ed è ancora in circolazione, soprattutto in forma asintomatica».
I dati, spiega l'esperto, sono ancora relativi al periodo del lockdown, ma «dal 15 maggio avremo quelli relativi alla prima fase della riapertura. Se i numeri rimarranno invariati o se, addirittura, ci saranno dei picchi», avverte il virologo, «allora ci sarà da preoccuparsi».
PREVENZIONE E DIAGNOSI. Le parole d'ordine, allora, sono senso di responsabilità e prevenzione. «Se nella fase 2 indossiamo guanti, occhiali e mascherine, cosa imprescindibile insieme al distanziamento sociale, è difficile infettarsi», riprende Fazii, «sappiamo che i bambini si ammalano meno, ma possono essere portatori sani, quindi i genitori dovrebbero attendere ancora un po’ prima di farli giocare insieme. Insomma, la prevenzione è fondamentale: la partita ora è in mano ai cittadini e ognuno è responsabile del futuro di se stesso e della collettività». Determinante, in questa fase, anche la diagnostica, intesa come capacità di «stanare e spegnere subito un eventuale focolaio, così come si soffoca un incendio prima che possa propagarsi». Utilissimo, in tal senso, sarà il nuovo supermacchinario del laboratorio di Pescara in grado di eseguire fino a 2.400 test in 24 ore. Sono in corso le ultime prove e dalla prossima settimana sarà operativo, anche se in fase iniziale non verrà utilizzato a pieno regime. Da lunedì al laboratorio del capoluogo adriatico arriveranno anche tre nuovi tecnici, che diventeranno sei nel giro di pochi giorni: coordinati dai colleghi più esperti, verranno formati proprio per lavorare sulla nuova strumentazione.
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