"Sorpresa e stupore", i sindaci reagiscono alla classifica delle multe in Abruzzo

22 Novembre 2016

I primi cittadini commentano la classifica di Openpolis

CHIETI. Dogliola, Tufillo, San Michele sulla Marruccina e Casacanditella. Sono ben quattro i comuni del Chietino nella top 5 delle violazioni del codice della strada sanzionate. Nella classifica 2014 delle contravvenzioni elaborata da Openpolis, regna sovrana la multa per eccesso di velocità. E se Dogliola, appena 370 anime all’anagrafe, svetta al primo posto della graduatoria abruzzese e al ventiseiesimo di quella nazionale con una media di 211,77 euro di contravvenzioni per abitante, non scherza neppure Tufillo: terzo nella classifica regionale e 65esimo posto in Italia con 119,01 euro pro capite. Seguono, al quarto e al quinto posto in Abruzzo, San Martino sulla Marruccina (73esimo a livello nazionale) con 107,24 euro e Casacanditella (161esimo in Italia) a quota 60,7 euro.

Verbali a raffica. Numeri eloquenti, dei quali Il Centro ha chiesto conto ai sindaci. «Credo che la percentuale non sia corretta. I cittadini di Dogliola (370 residenti) hanno preso al massimo 3 multe a testa. I verbali non sono stati fatti per infrazioni all’interno del centro abitato o chissà per quale comportamento scorretto. Le multe per il superamento dei limiti di velocità sono state rilevate con l’autovelox sulla Trignina», spiega il sindaco, Rocco D’Adamio. «Abbiamo deciso di ricorrere all’autovelox - prosegue il primo cittadino di Dogliola - non certo per fare cassa ma per ridurre il numero di incidenti che era piuttosto elevato e che ora è sensibilmente diminuito. La vita non ha prezzo». Le motivazioni di D’Adamio sono le stesse del sindaco di Tufillo, Ernano Marcovecchio. «C’è stato un anno in cui nei dieci chilometri di nostra competenza sulla Trignina abbiamo registrato dieci morti - sottolinea -. L’autovelox è impopolare ma spesso necessario. Non credo tuttavia che la statistica sia precisa. Probabilmente la percentuale schizza in alto perché il numero di residenti, 480 in tutto, è limitato».

Vittime di passaggio. Per il sindaco di San Martino sulla Marruccina, Luciano Giammarino quest’anno le multe si sono addirittura dimezzate. «Il mio paese ha 937 abitanti. Nel 2015 le multe con l’autovelox sono state 483, nel 2016, finora, poco più di 200. I controlli non sono più di tre al mese e abbiano un vigile condiviso con Guardiagrele. Mi sembrano numeri esagerati». Dello stesso avviso il sindaco di Casacanditella (1380 residenti), Giuseppe D’Angelo. «Le multe nel mio comune vengono fatte soprattutto in val di Foro e per motivi di sicurezza ma da qualche tempo sono state anche sospese. Oltretutto gran parte dei verbali viene contestata ai non residenti».

Finto deterrente. Sorpreso per il sesto posto del comune di Campotosto nella classifica regionale, anche il sindaco di Campotosto, Luigi Cannavicci. «Siamo alti in classifica?», si chiede. «E’ una vera stranezza - sottolinea - dato che l’estate scorsa il nostro unico agente di polizia municipale ha elevato una sola multa, a una turista che voleva a tutti i costi parcheggiare nella piazza di Campotosto, dove il giorno di Ferragosto si tiene un mercatino di tradizione centenaria». Non solo. «Qui non ci sono autovelox - conclude Cannavicci - ma soltanto dei segnali stradali in cui ne indichiamo la presenza più che altro come deterrente».

Tesoretto prezioso. Negli anni scorsi il Comune di Civita d’Antino, nella Marsica, ha incassato una media di 100-150mila euro dall’autovelox piazzato sulla superstrada. Ma la sindaca Sara Cicchinelli assicura che il rilevatore in questione «non è un mezzo per fare cassa, ma per educare al rispetto del codice della strada gli automobilisti con il vizio di premere troppo sull’acceleratore». I verbali emessi vanno dai 40 euro, se si superano i limiti di velocità fino ad un massimo di 10 chilometri orari, agli oltre cento euro oltre tale soglia. Ma che fine fanno i soldi delle multe? «I proventi vengono usati, per lo più, per la prevenzione e la sicurezza stradale - conclude la sindaca -. Ma anche per la copertura di buche pericolose, la segnaletica stradale e per finanziare progetti di cultura stradale. Ora ne abbiamo in programma alcuni con le scuole».

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