Sorpresi nei parchi, scatta la multa Masci: guerra a chi arriva da fuori

22 Febbraio 2021

Sanzionato chi si ritrova nelle aree verdi chiuse, nel mirino anche gli assembramenti in centro  Il sindaco annuncia ulteriori strette contro chi trasgredisce le regole: «Controlli anche nei parcheggi» 

PESCARA. Le regole? «Le conosciamo, ma facciamo tutti finta di non sapere perché non ce la facciamo più a stare chiusi in casa». Paura del Covid? «I numeri dei malati sono esagerati. Il virus c'è ma non fa così paura». Gli assembramenti? «Macché, facciamo solo una passeggiata per far uscire il cane e torniamo a casa».
Ma, intanto, scatta il pugno di ferro del Comune. Oltre alle strette ordinate dalla Regione con le scuole chiuse un’altra settimana, arrivano anche quelle dell’amministrazione che agisce di concerto con la prefettura. Ieri 7 persone sono state multate (400 euro) dal personale della polizia perché sorprese a trasferirsi senza motivo da un comune all’altro, o a girare senza dispositivi di sicurezza lungo la riviera. Il sindaco Carlo Masci è furente e annuncia «controlli serrati anche ai parcheggi» per monitorare chi arriva da fuori Pescara e gli abusivi.
La municipale, ieri, ha sorpreso e sanzionato persone intente a sbevazzare all’interno di parchi chiusi al pubblico (tra cui il Telegrafo), entrate scavalcando le recinzioni. Il monito dell’assessore Gianni Santilli: «Ora non servono le polemiche, dobbiamo occuparci della salute dei cittadini. Serve collaborazione, non si scherza più». In giro per la città, a un anno esatto dall'inizio della pandemia, ognuno ha la sua scusa pronta per giustificare l'uscita da casa in quella che ieri sembrava una qualunque domenica di ozio, tranne che un giorno da zona rossa. Richiamati dal tepore primaverile, malgrado la inusuale foschia sulla costa, i pescaresi si sono riversati in massa sulla riviera. In centinaia, da soli o a gruppetti «ma abbiamo la mascherina e siamo distanziati» è la giustificazione di chi la mascherina se la risale a volo da sotto il mento per evitare guai.
Un fiume di gente a chiacchierare, in bici, seduta sui muretti, a passeggiare sulla battigia, in monopattino o a «far stancare» i figlioli con 8 chilometri di camminata veloce, sotto l’occhio vigile dei gruppi interforze, polizia, carabinieri, Fiamme Gialle, polizia municipale e guardie civili ambientali, che giravano a piedi tra la folla ad ammonire i trasgressori: «Disperdetevi, siete troppo vicini».Varie e senza lodi le giustificazioni: abito qui vicino, sono uscito un attimo a fare la spesa, ho fatto un salto in farmacia. Nessuno dei sanzionati l’ha presa bene. Giandomenico, Lino, Gino e Robertino, per lo più marittimi, sono habituè del Baretto del porto di Vittorio Massacesi. Ogni mattina, con altri amici, si ritrovano davanti al loro “barretto” per scolarsi un «lacrimogeno», un litro e mezzo di vinello e tra una chiacchierata e una sfumacchiata, simpaticamente si confessano: «Qualcuno di noi è stato multato, perché sorpreso a fumare con la mascherina abbassata. Non ce la facciamo più a stare chiusi in casa, lavoriamo tutta la settimana abbiamo bisogno di un po’ di svago. Siamo in gruppo ma distanziati. Lo usiamo il buon senso e se la situazione fosse davvero grave ci chiuderebbero di nuovo». Alla Madonnina si sono «trovati per caso» un gruppetto di amici universitari, Francesco, Gabriele, Lorenzo, Ciro, Daniele, Federico: «Abbiamo fatto i tamponi e ci sentiamo protetti. Un altro lockdown ci farebbe andare fuori di testa, vogliamo tornare in vacanza, a fare la vita normale che questo virus ci ha rubato. La didattica a distanza non è scuola, il Covid sta diventando una forma di controllo, un complotto, una esagerazione». Dietro un groviglio di biciclette, Andrea, Federico e Jacopo, ammettono: «Le regole le conosciamo tutti ma si fa finta di non sapere perché la voglia di socializzare è tanta. Non pensiamo agli ospedali pieni, finché il virus non tocca qualcuno a noi caro. Pensiamo a vivere e, certo, nel rispetto delle regole». Anche se poi ci sono «gli incoscienti, quelli che se ne vanno in giro perché manca la paura», annotano Luigi Ruggeri e Mario Otri in compagnia di Augusta e Ileana, quattro amici a passeggio con i cagnolini Teddy, Miki e Milo, «noi stiamo sempre a casa, usciamo solo la domenica per portarli fuori ma non guardate solo il lungomare, andate nelle periferie: nessuno indossa le mascherine». Enrico D’Isidoro, Antonio Lelli e Sabatino Palestino, si godono il sole seduti su un muretto: «Paura del virus? Si, ma se aprono i negozi noi usciamo. È vero, facciamo parte della folla e non dovremmo essere qui. Ma siamo usciti per andare al cimitero e al tabaccaio, poi ci chiudiamo in casa». Giovanni Vasco cammina veloce con i figlioletti accanto: «Tra lezioni e gioco, i bimbi stanno sempre al computer. Così usciamo e facciamo anche 8 chilometri a piedi. Poi sono loro a dirmi: papà torniamo a casa, siamo stanchi».