Sos dei balneatori: compromessa anche l’estate 2018

Francavilla. I titolari di alcune concessioni sul litorale nord costretti a “cinturare” gli stabilimenti contro l’erosione
FRANCAVILLA AL MARE . Potrebbe già essere compromessa la prossima stagione estiva per diversi balneatori di Francavilla al Mare a causa del problema erosione che attanaglia da anni le concessioni, in particolare quelle della zona di contrada Pretaro, al confine con Pescara. La situazione attuale vede gli stabilimenti “cinturati” con cubi di cemento e rocce a protezione delle mareggiate che hanno già causato danni sia al litorale che agli impianti.
Il problema potrebbe essere risolto con jl progetto di difesa della costa, messo a punto lo scorso anno dall'amministrazione comunale, che però tarda a trovare applicazione. La Regione ha infatti chiesto al Comune delle integrazioni per capire se sia necessaria una valutazione di impatto ambientale (Via), decisione che sarà presa entro fine del mese, in un incontro previsto il 31 gennaio. Il progetto prevede la realizzazione di undici pennelli distribuiti lungo il litorale (per 2 chilometri e 800 metri), tra il confine nord con Pescara e la foce del fiume Alento a sud, allo scopo di implementare la difesa della costa e limitare il processo erosivo, sulla falsariga del progetto Ricama che venne realizzato nella zona di Porta Nuova, a Pescara.
Intanto, i balneatori di Pretaro si stanno organizzando. A riferirlo è Mauro Cioffi, titolare del Lido Bianco, dopo un incontro avvenuto l'altro ieri: «Tramite un consulente legale presenteremo una relazione che spiegherà la nostra posizione. Non siamo assolutamente convinti della bontà di questo intervento che costerà 650mila euro. Metteremo nero su bianco tutte le nostre istanze, a partire dai tempi basati sulle promesse. Sette di questi undici pennelli verranno realizzati i in zone dove non c'è necessità. Crediamo che si stiano spendendo soldi inutilmente, ma il sindaco Luciani ha deciso che farà come crede e così accadrà. Nel frattempo, 7 stabilimenti (Nautilus, L'Approdo, Vela Bianca, Lido Bianco, Bagni Marcello, Baia delle Sirene, Sabbia d'Oro) sono in acqua. Abbiamo quintali di rocce e cubi di cemento ammassati davanti alle strutture, con quelli si potrebbero chiudere i varchi. Per tutelarci, scriveremo al sindaco una lettera preparata da un nostro legale visto che non possiamo affittare ombrelloni ai nostri clienti. Proveremo ad allargare il comitato ai residenti».
Sul tema, interviene anche Luciano Pesce, presidente dell'associazione Itf: «Sono sorte delle complicanze che potrebbero compromettere seriamente anche la stagione 2018. Non dimentichiamo che alcune zone del centro e del sud sono in una condizione simile, se non peggiore. L'erosione sul tratto francavillese è un grande problema che, troppo spesso, viene affrontato con leggerezza. A prescindere da quelli che possono essere gli interessi di coloro che appartengono alla categoria balneatori, le spiagge e il mare sono beni da tutelare nell'interesse della città. Tanti ritengono che Francavilla viva del turismo balneare tre mesi l'anno, e in parte è vero, ma nei restanti nove mesi è frequentata da abitanti dei paesi limitrofi, da viaggiatori che scelgono di fare sosta qui per la presenza del mare e della spiaggia. È un bel posto dove passeggiare sulla spiaggia, respirare il mare, immaginare e ricordare l'estate. Non credo che sia necessario spiegare come mai una città denominata Francavilla al Mare evochi il mare e debba prendersi cura di esso. La pista ciclabile ha ridato una vista mare alla nostra città e rappresenta una significativa svolta per il nostro sistema turistico. Se saremo bravi e seguiremo nella direzione della tutela del mare e delle spiagge, raccoglieremo i frutti di queste scelte nei prossimi anni».
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