Sos per i servizi socio-assistenziali

3 Luglio 2020

L’Alleanza delle Cooperative Abruzzo incalza gli assessori regionali Verì e Fioretti

PESCARA . «In Abruzzo si continua a non riconoscere il valore dei servizi socio-assistenziali, socio-sanitari ed educativi erogati dalle cooperative sociali che hanno dato un importante contributo alla tenuta del sistema di welfare territoriale durante l’emergenza Covid». È quanto si legge nella lettera che l’Alleanza delle Cooperative Abruzzo, che riunisce Federsolidarietà Confcooperative rappresentato da Ida Guetti, Legacoopsociali con Gennarino Settevendemie e Francesco Labrozzi per conto di Agci Sociale, ha inviato agli assessori regionali alla sanità, Nicoletta Verì, e al lavoro e politiche sociali, Piero Fioretti, oltre che all’Anci e ai sindacati. Nel documento si stigmatizza la ripresa di questi servizi senza aver consultato le rappresentanze della cooperazione: «Già con precedenti note», è scritto, «abbiamo fatto presente come un confronto rappresentasse un passaggio fondamentale per consentire la ripresa dei servizi. Con nostro disappunto, la Regione ha preferito dettare le regole di ripresa senza previa consultazione delle parti sociali e delle cooperative sociali, che gestiscono i servizi pubblici».
A tutto questo «si aggiunge il diniego dell’Anci, in rappresentanza degli enti locali committenti, di rispondere solidalmente con le cooperative dei costi insopprimibili dei servizi sociali affidati e sospesi per effetto dell’emergenza Covid».
L’Alleanza delle Cooperative Abruzzo sottolinea come il riavvio dei servizi, regolato dal piano territoriale adottato dalla Regione Abruzzo con l’ordinanza 71 dell’8 giugno, richiede un percorso di co-progettazione con gli enti gestori. «È evidente che i servizi non possono essere erogati secondo le modalità pre-Covid. Al momento dell’affidamento dei servizi, l’importo a base di gara era stato elaborato tenendo conto di parametri diversi rispetto a quelli che l’emergenza attuale ci impone». Poi aggiunge: «È emerso che molti degli enti locali committenti si stanno rifiutando di riconoscere costi diversi dalle spese strettamente connesse al personale. Inspiegabilmente e vergognosamente, molti enti locali si stanno disinteressando dei maggiori costi di gestione del welfare territoriale, conseguenti all’emergenza covid».
La lettera si chiude con un’istanza: «Chiediamo agli enti locali di partecipare alla programmazione del sistema di welfare territoriale non giocando al ribasso, ma riconoscendo tutti gli oneri di gestione necessari per far fronte alla situazione emergenziale in atto, necessari per continuare ad erogare servizi pubblici di qualità». (a.s.)
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