Sos per il porto: «Silenzio su tutte le opere promesse»

22 Marzo 2017

Gli operatori turistici e commerciali scrivono a Regione, Comune, enti marittimi «In grave ritardo dragaggio, taglio della diga, barriere soffolte: così affondiamo»

PESCARA. Più che un appello, «l’ennesimo e disperato», come pure gli operatori commerciali e turistici del porto lo definiscono, è un grido di lucida rabbia di chi si sente preso in giro sulla intera vicenda dello scalo marittimo di Pescara.

«Dragaggio fondali, lotta all’inquinamento delle acque, opere portuali, Prp approvato….. tutto fermo!!!», attacca la nota firmata da Gianni Leardi per conto di un foltissimo gruppo di piccoli imprenditori che con la “risorsa” porto vivono e fanno vivere famiglie intere, nota inviata alla stampa insieme a un esposto presentato all’Autorità di Sistema portuale del mare Adriatico centrale, al Provveditorato interregionale per le Opere marittime e per conoscenza a all’ufficio di presidenza della giunta regionale, al direttore generale della Regione, al Comune di Pescara e alla Capitaneria di porto.

La questione sul tappeto «doveva essere la chiave per rilanciare l’economia disastrata del nostro territorio e invece pare ormai essere stata accantonata dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Pescara». Secondo le «promesse» infatti, il 2017, a seguito dell’approvazione dopo 10 anni del tanto sofferto Piano regolatore portuale doveva essere decisivo per l’esecuzione dei lavori del prolungamento dei moli e dell’abbattimento di parte della diga foranea e il conseguente escavo della darsena – questo avrebbe favorito un tranquillo deflusso delle acque del fiume Pescara al largo della costa senza ostacoli – e poi la creazione di nuove banchine e un ripristino dei fondali per consentire ormeggi e una navigazione sicura per i pescherecci e per le navi commerciali e passeggeri. Nulla di tutto questo è accaduto e sta accadendo. «Ci avevano assicurato che da settembre 2016 sarebbero iniziati i lavori per la creazione di una barriera soffolta e la conseguente apertura della diga foranea», ricorda Leardi, «anche un dragaggio di somma urgenza per garantire almeno un minimo di traffico pescherecci e commerciale».

Da settembre 2016 si è passati a novembre e poi ai primi di gennaio 2017, tutto è slittato al mese di marzo. «È giunto alla fine anche questo mese e poi, come sappiamo tutti, con l’imminenza della stagione estiva non si potranno eseguire operazioni in mare quindi un altro anno perso», osserva l’operatore. E aggiunge: «Ora regna il silenzio più assoluto sui tempi e sulle opere da realizzare. Forse poiché ad agire sono chiamati enti pubblici, con i loro tempi incredibilmente lunghi, le paure e le incertezze sui procedimenti adottati, non ci si rende conto del danno che si stanno arrecando, che c’è un’intera economia basata sul mare, forse ormai l’unica che può trainare la città, che chiede con estrema urgenza l’attuazione di questi interventi». I balneatori speravano nell’apertura della diga foranea durante l’inverno per poter programmare al meglio la stagione estiva, gli operatori del porto, i ricevitori e i pescatori confidavano negli interventi di dragaggio e nei lavori per la costruzione delle nuove strutture, «tutte imprese che non ricevono stipendi a fine mese anche se non producono nulla ma che rischiano di “tasca propria” occupando centinaia di lavoratori e che chiedono certezze, non promesse». rimarca Leardi, lamentando infine: «Non si possono consegnare alla stampa notizie precise sulle date di inizio lavori e poi non far trapelare più nulla o addirittura tornare sui propri passi, non è corretto essere così superficiali e incolpare altri. Governare, amministrare la Cosa Pubblica vuol dire anche e soprattutto assumersi importanti responsabilità ed è questo che dobbiamo pretendere dagli amministratori che invece latitano sempre più».©RIPRODUZIONE RISERVATA