Sostegni a 176 paesi dell’interno: via libera al piano del governo

Il decreto zone montane prevede bonus fiscali per aziende e famiglie, piccole e medie imprese Agevolazioni per la prima casa, per l’apertura di attività di imprenditoriali e gli investimenti green
L’AQUILA. Nuovi incentivi in arrivo per imprese e privati che investono nei comuni di montagna. Il decreto zone montane, approvato dal governo, prevede bonus fiscali e contributivi per aziende e famiglie, nuove attività e piccole e medie imprese già esistenti. Un provvedimento che impatta fortemente sull'Abruzzo dove i comuni montani sono 176.
In particolare, sono previste agevolazioni per la prima casa, per l'apertura di attività imprenditoriali e per gli investimenti green, oltre a sgravi dei contributi Inps per cinque anni a chi concede lo smart working. Il disegno di legge che contiene le misure è stato approvato dal Consiglio dei ministri nella seduta del 15 febbraio scorso.
Il provvedimento introduce incentivi per lo sviluppo produttivo, la trasformazione ecologica e la ripopolazione dei comuni montani, con benefici fiscali destinati a nuovi imprenditori e startup, imprese già costituite e famiglie. Un pacchetto di bonus e agevolazioni finalizzato alla valorizzazione e al ripopolamento delle aree di montagna, per lo sviluppo di quei territori considerati "disagiati", con meno servizi e più difficilmente raggiungibili.
CREDITO D'IMPOSTA 1ª CASA
Il credito d’imposta per lo sviluppo sostenibile viene riconosciuto, secondo quanto stabilito nel documento, a imprenditori agricoli e forestali, consorzi forestali e associazioni fondiarie che investono in servizi eco- sistemici e ambientali che vadano a beneficio dell’ambiente e del clima. Gli interventi verranno individuati, nello specifico, in un apposito decreto legge. L’agevolazione è al 10% del valore degli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, nel limite complessivo di spesa di 4 milioni di euro per ciascun anno.
Per le pmi e le microimprese che, dopo il 1° gennaio 2024, intraprendono una nuova attività in un comune montano, e abbiano almeno uno dei titolari sotto i 41 anni, è previsto un credito d’imposta calcolato sul risparmio fiscale determinato dall’applicazione della flat tax rispetto alla tassazione ordinaria. In pratica, l’importo dell’agevolazione è pari alla differenza fra l’imposta calcolata con la tassazione ordinaria, fino a un massimo di 100mila euro, e quella che si ottiene con l’aliquota al 15%. Il tetto massimo è di 20milioni di euro e il credito d’imposta si utilizza esclusivamente in compensazione. Il beneficio viene riconosciuto nel primo anno di apertura dell’attività e nei due successivi.
INCENTIVI SMART WORKING
Fra le misure rivolte a contrastare lo spopolamento delle zone montane e favorire l’integrazione economica e sociale della popolazione residente, c’è un esonero contributivo per il lavoro agile. E’ pari al 100% della quota contributiva a carico del datore di lavoro, fino a a un massimo di 8mila euro per ogni dipendente a tempo indeterminato under 41 che si trasferiscono in un comune montano fino a 5mila abitanti, lavorando in smart working. L’agevolazione si applica al 100% nei primi due esercizi successivi a quello di entrata in vigore della legge, poi scende progressivamente al 50% fino a un massimo di 4mila euro per altri due anni e al 20% nel quinto anno, nel limite massimo di importo pari a 1.600 euro.
PRIMA CASA
Un’altra agevolazione fiscale riguarda l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa situata in un comune montano: è un credito d’imposta corrispondente agli interessi passivi del mutuo e spetta per il periodo d’imposta nel quale viene acceso il finanziamento e per i quattro successivi. Per accedervi, l’immobile per il quale si contrae il mutuo non deve essere di lusso, pertanto sono escluse le categorie catastali A1, A8 e A9.
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