Sottanelli c’è, Di Padova no Ad Azione il seggio del Pd

Grazie a una pec il candidato rosetano soffia il posto all’assessora teramana Nella Lega D’Eramo supera l’esame della segreteria. FdI: per ora niente feste
PESCARA. Dentro Giulio Cesare Sottanelli fuori Stefania Di Padova. Un seggio in meno al Pd, che scende da tre a due perché costretto a cedere, nelle mani del candidato di Azione-Italia Viva, il passaporto per Roma.
È un colpo di scena ma, allo stesso tempo, è un cambiamento annunciato della mappa degli eletti abruzzesi in Parlamento che, come tale, avrebbe dovuto consigliare ai dem di non stappare in anticipo lo spumante. In prima battuta, infatti, il ministero, nel suo sito Eligendo, indicava il candidato di Roseto e di Calenda tra i 13 eletti abruzzesi in Parlamento. Ma, un paio di ore dopo, al suo posto compariva il nome dell’assessora di Teramo e del Pd. Erano le 19 di lunedì scorso, giorno dello spoglio per le elezioni del 25 settembre. La mattina successiva, il Pd già festeggiava, brindando per la conquista del terzo seggio, dopo quelli di Luciano D’Alfonso alla Camera e di Michele Fina, segretario regionale, al Senato. Un terzo seggio che permetteva ai dem di glissare sul dato elettorale deludente, non solo in Abruzzo, aggravato dal sorpasso del M5S, diventato l’avamposto progressista.
Ma alla stessa ora in cui il tappo schizzava verso il soffitto, tra gli applausi democratici, sull’altro fronte, cioè in casa di Azione-Iv, partiva la contestazione ufficiale del risultato, comunque provvisorio, per l’attribuzione del seggio ballerino. Sottanelli, via pec, segnalava al ministero dell’Interno l’inserimento errato dei dati. Più o meno come ha fatto il leghista di lungo corso, Umberto Bossi, escluso in prima battuta ma ieri riammesso insieme a un drappello di aspiranti parlamentari tra cui l’azionista di Roseto.
La pec di Sottanelli va a segno: il ministero corregge l’errore che fa scattare il 21esimo seggio a livello nazionale per Azione-Italia Viva. E a questo punto entra in scena il cosiddetto flipper, previsto dal Rosatellum solo per la Camera, che attribuisce quel seggio all’Abruzzo dove gli alleati Calenda-Renzi hanno messo a segno a livello nazionale il 21esimo miglior risultato del partito. Seggio che quindi viene tolto al Pd abruzzese che, per lo stesso meccanismo, in prima battuta, aveva centrato il 58esimo miglior risultato a livello nazionale, in virtù dei voti che + Europa, ferma sotto l’1%, ha dovuto cedere all’azionista di maggioranza della coalizione. Questo è il flipper: meccanismo imponderabile prima dell’apertura delle urne, che segue appunto la dinamica di una pallina di flipper.
La doccia fredda, anzi ghiacciata, ha tolto la parola al Pd, che ieri ha deciso di non rilasciare commenti dopo averlo fatto incautamente stappando lo spumante. Niente commenti anche da parte di Sottanelli che si limita a dire: «Serenamente attendo la proclamazione ufficiale dei 13 eletti da parte della Corte d’Appello», che solitamente avviene una decina di giorni dopo il voto. Meglio essere cauti ed evitare gaffe come quella del mio competitor, avrà pensato il deputato in pectore di Roseto. In questo clima di vincitori, sconfitti e colpi di scena, anche chi avrebbe tutti i buoni motivi per stappare bottiglie in piazza ha invece deciso di non festeggiare la vittoria eclatante in Abruzzo, dove la leader di FdI è stata eletta, né nel resto d’Italia. «Giorgia Meloni è impegnata nella formazione del governo. Questa è la priorità per l’Italia. Non c’è tempo per festeggiare in piazza», spiegano dal partito. Mentre sul fronte Lega per Luigi D’Eramo non ci saranno forche caudine di una sconfitta elettorale, che non è abruzzese ma nazionale. Il segretario supera senza problemi l’esame della segretaria regionale convocata ieri. E rilancia: «Partito compatto. Subito un tour con riunioni in ogni comune per migliorare l’azione sul territorio. E a dicembre assemblea programmatica».

